Primo PianoSociale

Ricomincio da me

di Alessia Miranda

Aprile 2007

Sono ferma davanti lo specchio del bagno.

Analizzo ogni parte del mio corpo con occhi diversi, come se tutto ciò che avevo visto di me prima di oggi, non era come credevo che fosse realmente.

Mi sfioro ogni parte del viso, mi accarezzo le guance, mi tocco le braccia, poi le spalle e la pancia.

Mi guardo dritto negli occhi.

In me tutto è esattamente uguale a com’era ieri.

Eppure sento che qualcosa è cambiato.

Sento che qualcosa in me si è spezzato, sento il rumore, avverto il dolore, eppure non vedo nulla.

Nessun graffio, nessun livido, nessuna cicatrice.

Non mi hai sfiorato nemmeno con un dito, però mi hai fatto male come se mi avessi colpito mille volte dritto sul petto.

Oggi per la prima volta mi hai guardato con occhi che non ho riconosciuto.

Oggi per la prima volta mi hai detto che non sono abbastanza bella per farmi vedere con te, per essere quella che tu ti aspettavi che io fossi.

Ho iniziato a sentirmi diversa da quando me l’hai detto.

Ho sentito una stretta al petto. Lo stesso petto dove le tue parole hanno colpito con forza, dove ora sento dolore, ma ho deciso che lo lascio scorrere via.

In fondo non ho motivo di sentirmi così.

Mi guardo in silenzio e penso che, forse, tu abbia ragione a pensare questo di me.

 

Aprile 2010

Sono ferma davanti lo specchio del bagno.

Mi guardo e ripenso al forte litigio che abbiamo avuto oggi.

Da quel non troppo lontano 2007, ho iniziato a farmi più bella per te.

Ho iniziato a mettere le cose più belle che avevo.

A sistemarmi i capelli, a truccarmi leggermente di più.

Ho iniziato ad essere come mi vuoi, per renderti felice, eppure sul tuo volto, non vedo nessun sorriso, se non per fare qualche battuta ironica su di me.

Da quel non troppo lontano 2007 hai continuato a dirmi che non ero abbastanza.

Lo hai detto anche oggi.

Hai detto anche che il mio modo di essere è troppo sbagliato per poter essere amata da qualcuno, amata da te.

Oggi ho risentito quel dolore nel petto e non ci ho visto più.

Oggi ho reagito, ma quando mi hai detto che lo fai per il mio bene, subito ti ho chiesto scusa.

In fondo non puoi odiarmi fino a questo punto e ho sbagliato a reagire così.

Forse se da domani inizio a tacere senza oppormi, inizierai ad apprezzarmi di più.

Forse posso addolcirti.

 

Aprile 2014

Sono ferma davanti lo specchio del bagno.

Ho perso 15 chili, ho il volto scavato, tre taglie in meno, i capelli più lunghi, i vestiti più larghi e il cuore distrutto. E ancora non è abbastanza per te.

Continui a sottolinearmi che ci sarebbe molto altro da migliorare.

Sono stufa.

Sono stufa di avere sempre cura di te e di accertarmi del tuo benessere per poi ricevere in cambio soltanto parole scortesi.

Sono stufa delle tue attenzioni verso le altre donne, perché in un secondo, loro ottengono da te ciò per cui io lotto da sempre: le tue attenzioni, i tuoi sorrisi, il tuo amore.

Sono stufa e ho iniziato a ribellarmi.

Senza accorgermi del fatto che le mie urla che credevo ti smuovessero il cuore, invece, erano per te soltanto un pretesto per dimostrarmi che sapevi urlare più forte.

Mi guardo e sul mio volto spento sento ancora tutte le righe delle lacrime che in questi anni mi hai causato.

Sono stufa ma scelgo di deporre le armi.

Forse se ti perdono, se fingo di non ricordarmi più di come mi hai distrutto dentro, mi apprezzerai per davvero.

Ma soprattutto, forse, cercando di perdonarti, mi dimenticherò di tutto il male.

 

Aprile 2015

Sono ferma davanti lo specchio del bagno e stavolta mi guardo con una nuova consapevolezza. Mi guardo e mi rendo conto di essere riuscita a lasciarti andare per sempre.

Non sei più una minaccia per me.

Sono ferma davanti lo specchio e mi sono accorta di aver sbagliato soltanto una cosa con te: averti permesso troppo.

Ho capito che non avevi ragione per niente, che le tue cattiverie non erano verità.

Ho capito che non dicevi quelle cose per il mio bene, che stavi soltanto cercando di distruggere in me quello che tu, consapevolmente, sapevi che non avresti avuto mai.

Ho capito che non sarebbe bastato diventare come mi volevi tu per farmi amare.

Ho capito che la pazienza che ti dedicavo, è servita soltanto a darti più tempo per distruggermi. Ho capito che il mio perdono non ti avrebbe fatto cambiare idea su di me.

Nemmeno il mio amore.

Ho capito, soprattutto, che il perdono non avrebbe mai davvero potuto permettere la dimenticanza di tutto quello che mi hai fatto.

Ho capito che io non ero quello che mi reputavi e continuo a non essere quello che dici.

 

Tutto quello che volevo era distruggere i tuoi muri, invece quello che tu hai fatto, è stato distruggere me.

Ma ora sono qui, davanti questo specchio a guardare i risultati della vittoria con me stessa.

Ora sto bene, con ancora qualche ferita che fa male all’altezza del petto, ma non così tanto da impedirmi di esporre nuovamente il mio cuore.

Se non lo facessi, sarebbe come dartela vinta di nuovo.

E invece no. Invece io amerò di più.

Non è mai stata colpa mia.

Non sono mai stata sbagliata.

Non mi guarderò più con i tuoi occhi.

Mi guarderò soltanto con i miei, ed è da qui che ricomincio da me.

Perché mentre tu mi facevi violenza psicologica, io ho dimenticato di essere chi ero, e adesso, invece, giuro che non lo dimenticherò.

 

E mentre sarò impegnata a vivere, mi ricorderò di splendere.

Sempre di più.

 

Ispirato a una storia vera.

Nel rispetto della privacy tutti i nomi sono stati eliminati.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

La Redazione

Ciao! Sono la Redazione de La Testata – Testa l’informazione. Quando non sono impegnata a correggere e pubblicare articoli mi piace giocare a freccette con gli amici.
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