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La natura dei sogni

di Paola Palumbo

La nostra mente spegne momentaneamente la parte razionale e ci trascina in situazioni immaginarie senza, in realtà, allontanarci dal nostro letto. A meno che non siate sonnambuli.

Somnium, il sogno, è un fenomeno psichico legato alla fase REM, Rapid eye movement, in altre parole un movimento oculare rapido accompagnato da alterazioni fisiologiche. Secondo la mitologia greca, Erebo, tenebre, e Nyx, notte, ebbero diversi figli, tra cui Hypnos, il Dio del sonno, che a sua volta ebbe tre figli: Morfeo, il Dio dei sogni, Fobetore, spaventoso, e Fantaso, apparizione. Il primo s’introduce nei sogni degli uomini assumendo una forma umana. Si dice che sfiori le palpebre dei dormienti con un mazzo di papaveri, per donare loro illusioni realistiche. Il secondo è la personificazione degli incubi e prende sembianze animali. L’ultimo genera oggetti inanimati, per rendere il sogno irreale.

Numerose persone affermano di non sognare. In realtà ciò è impossibile, poiché appena entriamo “nelle braccia di Morfeo” iniziamo questo viaggio, solo che molti non ricordano nulla.
I sogni possono essere a colori, secondo uno studio lo sono otto su dieci, o in bianco e nero. Nonostante siano state effettuate diverse ricerche non si conosce ancora il motivo; l’unica risposta che appare certa è che con l’avanzare dell’età le tinte sono meno brillanti, a causa delle emozioni che diventano meno intense. Nonostante ciò sia i colori che le altre immagini nel sogno sono tutte riproduzioni mentali, non reali.
Molto importanti sono le sensazioni che proviamo, le stesse della vita reale: paura, felicità, tristezza, ma la più costante è l’ansia. Questo dimostrato grazie ad uno studio del ricercatore americano Calvin S. Hall, durato quarant’anni, in cui ha raccolto più di 50.000 descrizioni di sogni di studenti universitari. Conclusione? Le emozioni negative vincono sempre su quelle positive.

Una domanda che la maggior parte della gente si pone è: “esistono sogni premonitori?”

Accade che alcuni sembrano così vividi e reali da trasmetterci un senso di inquietudine, e se dovesse avverarsi ciò che abbiamo sognato, tutto sembrerebbe assurdo e non potremmo mai capire come sia stato possibile.
Secondo svariate culture questi sono “segni” che ci aiutano sul modo di agire per il futuro. Rifacendoci, invece, ad una spiegazione razionale si tratterebbe di semplici coincidenze. Essi avvengono a causa del nostro inconscio, per intuizioni o ipotesi già insite nella nostra mente.

La visione onirica, inoltre, può avere diverse decodificazioni.

L’interpretazione dei sogni nasce nel 200 d.C. con Artemidoro, vissuto in Grecia, il quale scrisse cinque libri. Egli stesso, però, riconosceva che non tutti sono premonitori, ma spesso essi riguardano o il passato o, anche, un problema attuale.

Il filosofo più importante a trattare di questo argomento fu Sigmund Freud. Secondo questi grazie alla vita onirica è possibile raggiungere l’appagamento di un desiderio. Egli distingueva due tipi di processi psichici: uno primario e uno secondario. Il primo dominato dall’immobilità muscolare, il secondo come risultato delle limitazioni che avvenivano nella realtà; successivamente cambiò nettamente andando ad indicare uno stadio indipendente sia dalle pulsioni, sia dalla realtà.

I sogni sono una parte costante e sempre presente della nostra esistenza. Ci affascinano, ci spaventano e ci accompagnano nel nostro “cammino”. Essi ci avvicinano al nostro io interiore, con cui conosciamo meglio noi stessi e la nostra natura. Nonostante le continue contraddizioni, nel corso dei secoli, sulla loro interpretazione, una cosa è certa: essi aprono le porte di un mondo che sono serrate durante la veglia.

“La creatività è un tentativo di risolvere un conflitto generato da pulsioni istintive biologiche non scaricate, perciò i desideri insoddisfatti sono la forza motrice delle fantasie ed alimentano i sogni notturni e quelli a occhi aperti”.  S.Freud

 

La Redazione

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