Innamorarsi è un po’ drogarsi

di Pietro Damiano 

Quando nella vita nulla ha più senso e si vive solo per lei: la droga dell’amore.

Sei mesi di sballo e tormento possono bastare (forse).
Se non vuoi drogarti, innamorati. Anche se non sei un professore di chimica, ci penserà il tuo cervello a spacciare sostanze simili ad alcuni tipi di droghe. Alla sola vista dell’amata/o vai di dopamina, adrenalina e feniletilamina come se non ci fosse un domani.

L’eccitazione ti pervade causando una leggera vertigine. Ingozzarsi di cioccolata aiuta a superare le crisi, ma bisogna ragionare in kilogrammi. I sintomi sono noti: insonnia, inappetenza, farfalle nello stomaco e mani sudate. Se sbagli dottore scatta la base di ricovero.

Ma una cura non c’è.

Quando lei ti è davanti, la bocca si incolla, si suda e il battito cardiaco accelera. Un tentativo di fuga dal petto. Le mani diventano fredde, nonostante agosto.

Comunque, se tutto questo vi piace, sappiate che non dura. L’organismo si assuefa e la produzione di droghe diminuisce, tornando a livelli normali. Sei mesi di sballo e tormento possono bastare. Il laboratorio di chimica sospende le attività e come dice il saggio: “Mo so ca**i!”

 

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