Tanabata: il legame indissolubile che unisce leggenda e realtà

di Alessia Miranda

Quando sentiamo parlare di leggende, subito pensiamo ad un mondo immaginario e surreale privo del rigore della razionalità che, invece, oggi governa abitualmente il nostro pensiero.

In esse tutto è concesso.

L’impossibile diventa possibile, l’irrazionale diventa logico e ogni storia sembra appartenere ad un mondo molto distante da noi.

Esistono alcune leggende, però, che sono più vicine di quanto pensiamo perché varcano il confine della fantasia per legarsi inevitabilmente alla realtà.

Tra queste, una ha anche un nome: Tanabata, una vera e propria festa nazionale dalle origini leggendarie, che si rifà alla storia millenaria giapponese di Vega e Altair.

Vega, figlia del re del Cielo, era una bravissima tessitrice che sedeva ogni giorno accanto al suo telaio, tessendo splendidi abiti con i colori dell’alba e del tramonto.

Una sera d’estate, stanca per il lavoro, mentre osservava un ruscello che scorreva vicino al palazzo imperiale, sentì da lontano provenire una musica e, incuriosita, raggiunse l’altra sponda, dove incontrò un guardiano di buoi, Altair, disteso a suonare il flauto.

Da quel giorno, dopo essersi conosciuti, iniziarono a vedersi tutte le sere per suonare e cantare insieme, finendo per innamorarsi.

 

 

Il loro amore travolgente li distrasse dai loro impegni lavorativi, provocando il malcontento degli dei che si videro privati sia di abiti da indossare che di un guardiano che tenesse a bada i loro buoi divini.

Ciò scatenò l’ira dello stesso re celeste che, per punizione, decise di allontanare le sponde del fiume in modo da impedire ai due amanti di vedersi e concedendo loro un unico compromesso, quello di potersi incontrare solo un giorno all’anno, precisamente, il settimo giorno del settimo mese (lo stesso in cui i due giovani si incontrarono per la prima volta), nel quale sarebbe giunto uno stormo di gazze che con le loro ali avrebbero creato un ponte in modo da consentire al giovane guardiano di buoi di attraversare il fiume per riabbracciare la sua amata.

Fu così che Vega e Altair passarono il resto della loro vita: aspettando il giorno in cui si sarebbero potuti rivedere. Morirono dopo molto tempo, proprio nel settimo giorno del settimo mese, lasciando le loro vite nello stesso modo in cui le unirono: insieme.

Il re del Cielo commosso da questo amore così bello, decise di dare i loro nomi a due stelle per creare su di esse una storia eterna che somigliasse alla loro.

Non a caso, infatti, le stelle Vega e Altair sono separate dalla Via Lattea e si trovano su due emisferi di cielo diversi. Il settimo giorno del settimo mese anche queste stelle si ricongiungono grazie alla Via Lattea che brillando forte, crea un fascio di luce immenso, inglobandole in essa.

Da allora, in Giappone, si festeggia questa ricorrenza, nella stessa data.

Ancora oggi, si dice, che le due stelle si uniscano e che è possibile avvistare il loro fascio luminoso proprio agli inizi del caldo mese di luglio.

Ma che questa sia verità oppure leggenda non si può dire con certezza, i meravigliosi misteri di certe storie è giusto rimangano  tali.

Ciò che è vero, però, è la sua celebrazione che rientra tra le cinque festività più importanti del calendario giapponese e prende il nome di Tanabata, appunto, ossia “settima notte“.

Per celebrare l’incontro delle due stelle innamorate, i giapponesi si riversano nelle strade illuminate delle luci delle tipiche lampade di carta, indossando i tradizionali kimono utilizzati nelle sfilate e nelle parate, in segno di buon auspicio.

Tra le principali decorazioni che addobbano le strade vi sono inoltre stelle filanti, origami a forma di gru (orizuru) e strisce di carta colorate che simboleggiano i fili di seta intrecciati da Vega (tanzaku), dove su di esse sono scritti sotto forma di poesia preghiere e desideri rivolti alle stelle protagoniste della festa e successivamente legati ai rami di bambù.

Il tutto è completato anche da bancarelle all’aria aperta di cibi tradizionali oltre che da canti, balli e cortei che le donano un’atmosfera festosa.

Proviamo ora a chiudere gli occhi e immaginiamo di trovarci, nel bel mezzo di luglio, tra le strade illuminate e iridescenti del Tanabata, dove intorno a noi tutto è in festa.

Ora riapriamoli e portiamoli al cielo il settimo giorno del settimo mese dell’anno, cercando di intravedere anche noi le luminose Vega e Altair lassù da qualche parte, le due stelle ricongiunte e rinnovatrici di una leggenda millenaria che, per quanto surreale possa sembrare, ha permesso a un amore sconfinato di diventare una vera e propria festa nazionale.

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