Le donne da tenere lontano

di Francesca Caianiello

Nel 1753 nasceva dalla penna di Carlo Goldoni il personaggio di Mirandolina, protagonista della commedia La locandiera, scritta per essere rappresentata in occasione del Carnevale.

La storia ruota attorno alle vicende della donna, attraente e astuta. Possiede una locanda a Firenze, luogo in cui si svolge la vicenda, ereditata dal padre e che amministra grazie all’aiuto del giovane cameriere Fabrizio.
Mirandolina è giovane, bella, ma soprattutto furba. Astuta. Ci sa fare col suo mestiere, ma soprattutto ci sa fare con gli uomini… E saperci fare con gli uomini in una locanda in cui ne arrivano in abbondanza è certamente una carta a suo vantaggio.
Mirandolina riesce a legare a sé coloro che frequentano la locanda. Grazie alle sue moine e alle astuzie che usa con i suoi ospiti riesce a far sì che essi prolunghino il proprio soggiorno. Più lungo è il pernottamento, maggiore è il guadagno della locandiera.
La commedia si compone di tre atti: inizia con un episodio che potrebbe provocare la rottura dell’equilibrio fino a giungere con l’ultimo atto a una situazione che riesce a recuperare i valori e mantiene intatta la dignità morale di Mirandolina. Per tutto lo svolgimento della commedia pare che l’equilibrio possa essere rotto da un momento all’altro, ma ciò non avviene mai.
Gli uomini che corteggiano la donna sono tre; accanto a loro vi è la figura di Fabrizio, cameriere, che lavora per Mirandolina e che le è devoto, fin troppo devoto.

Il Conte d’Albafiorita si presenta da subito come un uomo che non bada a spese. Ricco, molto ricco, ha acquistato il suo titolo nobiliare. Corteggia la locandiera cercando di comprare il suo amore con denaro e complimenti. Mirandolina accetta sempre i suoi doni, ma non lo ringrazia mai.

Il Marchese di Forlipopoli ha invece perso la sua fortuna, è un nobile decaduto – si riderà molto nella scena in cui prestando la propria spada, nel momento in cui questa verrà estratta dal fodero e trovata spezzata, fingerà di “aver dimenticato” di farla riparare – e cerca così di conquistare la bella locandiera attraverso belle parole, bei discorsi, offrendo la propria protezione e il nome di una famiglia in vista da secoli e secoli. Ormai il nome è tutto ciò che gli è rimasto.

Il Cavaliere di Ripafratta si presenta in principio come il personaggio più controverso: misogino, odia le donne e tutto ciò che le riguarda. Ma le odia perché le teme. Proprio su di lui si posa l’attenzione di Mirandolina.

Mirandolina per quanto sia un personaggio letterario della metà del Settecento è una donna libera, estremamente intelligente e completamente conscia sia della sua bellezza che del suo intelletto. Decide di far cadere in amore il Cavaliere, non perché lei provi realmente un sentimento, ma per vincere una scommessa con se stessa. Il Cavaliere dice di odiare le donne e che non ne amerà mai nessuna? Mirandolina desidera essere l’eccezione. Non per avere l’amore del Cavaliere, ma per avere il suo riscatto di donna come personaggio astuto e dall’intelletto fine.

Mirandolina è una vincente e combatte fino all’ultima carta pur di vincere le sue battaglie. Ciononostante non è mai sconsiderata: vive rispettando la propria dignità di donna. Decide di conquistare il Cavaliere, con delle azioni che possono quasi sembrare disinteressate. Si mostra solo molto attenta al suo ospite. Cucina per lui, sottolineando di essersi preoccupata personalmente della preparazione dei cibi, gli tiene compagnia mentre mangia. Quando capisce che il Cavaliere ha ben inteso le sue intenzioni esordisce con una frase sul matrimonio, spiegando che ne è contraria, perché la libertà è un gran tesoro. Da questo momento in poi il Cavaliere cambierà completamente atteggiamento, desiderando conquistare quella donna che sembra essere tanto ostile alla vita di coppia.

Mirandolina, tuttavia, esce fuori dalla pagina settecentesca affermandosi come personalità più che attuale. Finge, sviene, ascolta discorsi in sordina. Ormai ne è consapevole, è riuscita nel suo intento: il Cavaliere la ama.

Cedere al sentimento del Cavaliere significherebbe sacrificare la propria libertà, ma anche la propria dignità. Che atto disdicevole sposare un uomo che ha alloggiato nella propria locanda solo perché molto ricco! Cosa penserebbe la gente? Che la locandiera fa all’amore con chiunque soggiorni presso di lei?

Mirandolina non può far sì che si dica questo di lei. È saggia e furba, sa come sistemare la situazione. Si inserisce qui la politica sociale di Goldoni, volta a salvaguardare i costumi e a mantenere l’equilibrio delle classi sociali. Il giovane Fabrizio ama la donna da sempre, tra l’altro aveva promesso al padre di lei, sul letto di morte, che l’avrebbe sposata e che si sarebbe occupato di sua figlia.

Ecco l’epilogo: il matrimonio riparatore.

Ed ecco come Mirandolina salva la locanda e la reputazione, la sua dignità.
Non ama Fabrizio, ma sa che Fabrizio è la soluzione per uscire pulita dalla vicenda.

Era il 1753 e Goldoni ci dimostrava come le donne, quando sono belle e intelligenti, ma soprattutto quando sono consapevoli di esserlo, sono da tenere lontano.
Molto lontano.

 

Disegno di Giusy Riccio

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