E se non volessi crederci?

di Benedetta De Nicola

Conoscere per capire è il primo passo verso il cambiamento.

Sono molti anni che desidero sbattezzarmi.
Se mia madre venisse a sapere che l’ho fatto, forse, le verrebbe un infarto.
Ma perché? Perché sbattezzarsi se quel sacramento non conta nulla per la tua sfera intima?
Che senso ha?

“Sara non ha ancora alcuna convinzione religiosa o non religiosa. E ha tutto il diritto di continuare a non averne finché lei, e soltanto lei, non deciderà altrimenti. È una considerazione semplicissima, eppure rivoluzionaria. Perché, ancora oggi, la possibilità che bambini come Sara abbiano diritti del genere non passa nemmeno per l’anticamera del cervello, a gran parte della popolazione.” (Dall’ UAAR –Unione degli Atei e degli Agnostici Razionalisti)

Ogni 20 novembre ricorre la giornata annuale dei diritti dell’infanzia, uno fra questi è il diritto di SCEGLIERE.
Cattolico, ateo, agnostico, buddhista, ebreo, musulmano o qualsiasi sia la filosofia di vita che sceglierai, devi avere il diritto di farlo autonomamente, non per un’imposizione culturale o familiare.
Questo è il motivo per cui sbattezzarsi ha un senso, perché quando un diritto ti viene negato, per un motivo o per un altro, tu devi combattere.

Pensa prima di importi, fermati e guarda il tuo bambino.
Inizia il cambiamento, dagli la possibilità di decidere per se stesso, concedigli la facoltà di giudizio e se non sceglierà come tu speri, amalo, perché a quel punto saprai di aver fatto un buon lavoro, avrai contribuito a dargli un senso critico.

 

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