Come le Kardashian hanno cambiato il mondo

Nel lontano 2007 Keeping Up With The Kardashians, il reality show che le ha rese celebri e ricche (nonché le prime influencers del mondo), andava in onda per la prima volta.

Da allora le cinque sorelle Kourtney, Kim, Khloé, Kendall and Kylie hanno dimostrato a più riprese di avere un enorme ascendente su ambiti come la moda, il cinema e la cultura di massa, che a loro volta sono rappresentazioni schiette della società in cui viviamo.

In barba a tutti i sociologi, i giornalisti e i radicali che le condannavano perché “famose per essere famose”, accusandole di non aver alcun talento, le Kardashian hanno mostrato straordinarie qualità imprenditoriali, manageriali e pubblicitarie e un intuito infallibile per la comunicazione e la vendita.

Vediamo allora insieme tutte le conseguenze del loro lavoro e i traguardi che hanno raggiunto.

Accettazione e celebrazione della transessualità

Nel 2015 William Bruce Jenner, padre di Kendall e Kylie e campione olimpionico, annunciò di essere una donna transgender e dichiarò di aver iniziato le terapie di transizione.

Dopo il clamore iniziale, la transizione di Caitlyn Jenner venne documentata nel reality: furono esplorate e trasmesse tematiche delicate, come il significato stesso della transessualità, l’auto-accettazione dell’individuo transgender e la ricerca di una nuova dimensione genitoriale tra le due figlie e Caitlyn.

Il complicato tema non era mai stato sottoposto all’attenzione di un pubblico così ampio: si può affermare che il reality abbia contribuito a creare un dibattito sano ed educativo sulla transessualità.

 

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Normalizzazione della chirurgia plastica

Nel 2015 spopolarono le speculazioni sulla presunta chirurgia plastica di Kylie: quando finalmente ammise di essere ricorsa ai fillers per labbra più carnose, la più giovane delle sorelle guadagnò un mucchio di dollari dalla vendita dei famosi “lip kit” mentre la domanda per il filler salì del 70% in un mese.

Allo stesso modo, le varie procedure eseguite dalle sorelle hanno contribuito a normalizzare la pratica della chirurgia estetica.

Questa normalizzazione, tuttavia, è avvenuta non senza intoppi, critiche e condanne. I media accusavano le Kardashian di mentire sul loro aspetto, di deturpare la bellezza del corpo naturale e di imporre alle donne dei modelli irraggiungibili di bellezza. Per contro, le Kardashian hanno diffuso un modello di donna padrona del proprio aspetto e del proprio corpo: nessun giornalista od opinionista televisivo ha il diritto di decidere quale debba essere la forma del corpo femminile.

Che la donna sia sottile e con il seno piccolo o che sia alta e abbia il fondoschiena di Kim Kardashian – e che questo sia naturale o no – sono solo affari suoi.

 

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Febbre del contouring

Segreta e preziosa come un trucco di magia, la tecnica del contouring ha scolpito perfino i volti iconici di Greta Garbo, Audrey Hepburn e Marilyn Monroe.

Tuttavia è solo merito di Kim Kardashian se dal 2015 la pratica si è diffusa sui social con video, tutorial e una moltitudine di tecniche diverse. In molti hanno tentato di sminuire l’influenza che Kim, il suo make-up artist Mario Dedivanovich e i loro make-up scolpiti hanno avuto sui social, sulle persone e in ultimo sulla moda, ma bisogna mettere da parte snobismo e scetticismi: senza di loro, brand famosi come Fenty Beauty, Mac e Dior dovrebbero restituire miliardi di dollari in contour kits, contour sticks e prodotti per il body contouring.

 

L’attivismo sotto i riflettori

I 174 milioni di persone che seguono Kim su Instagram assistono sia alla promozione di palette, fondotinta e intimo, sia ai suoi studi di diritto penale, i suoi tirocini da avvocato e le raccolte di firme per la scarcerazione di innocenti.

Approfittando dell’influenza della sua voce, Kim ha portato alla Casa Bianca decine di condanne ingiuste, tra cui quello della 64enne Alice Marie Johnson, condannata all’ergastolo per detenzione di stupefacenti per uso personale: liberata dopo aver scontato 19 anni di prigione, lavora ora come modella per Skims.

I frequenti colloqui con il presidente Trump, le conferenze stampa e le raccolte firme hanno toccato una gran varietà di temi, sensibilizzando il grande pubblico ora alla questione climatica, ora al genocidio armeno, ora al razzismo istituzionalizzato.

 

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Maria Ascolese

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