Magneto: Testamento. La Shoah raccontata da un mutante

Nel 1939 per un ragazzino ebreo di nome Max Eisenhardt comincia un orrore che ha segnato per sempre la storia dell’umanità e soprattutto la memoria di un popolo e certe minoranze.

Scritto da Greg Pak e disegnato da Carmine di Giandomenico, Testamento è una delle opere più belle e sofferenti che la Marvel abbia mai prodotto.

La crudeltà che lascia entrare nelle pagine del fumetto è quella della storia, quella vera e sanguinosa che appare più spaventosa di qualsiasi racconto fittizio.

Quel ragazzino che insieme alla sua famiglia comincia a scappare dalle armi bollenti e dagli spiriti funesti delle truppe naziste affronterà il dolore per la perdita dei suoi cari e tutte le atrocità che ormai sono ben note e testimoniate dagli eventi.

Sì, perché nonostante il protagonista sia frutto d’invenzione fumettistica, i fatti narrati sono terribilmente veri.

Max è posto lì a incarnare un qualunque prigioniero dei campi di sterminio, brutalmente seviziato psicologicamente e deprivato fisicamente. Molti all’interno dei lager sono riusciti a sopravvivere solo con il desiderio di rivedere i propri cari, una speranza forte nei loro cuori ma debole all’esterno a causa dei massacri perpetrati, come un fiore che si fa spazio tra l’asfalto.

Il giovane protagonista fino alla fine cercherà la sua amata Magda, la bambina rom cui era affezionato da poco prima che scoppiasse definitivamente quella follia, come una febbre che fa impazzire i cavalli che scalpitano pericolosi in una stalla. I nitriti della popolazione tedesca che stordita dalla propaganda grida “Hail our heroes” in nome di presunti ideali costruiti a causa di infondate convinzioni di superiorità sulle rovine di un popolo antico, ormai lontano dalla protezione di Dio, riecheggiano nelle pagine e trasportano ancora più sensibilmente il lettore che nonostante l’assenza di scene davvero crude, vive la storia con una pesantezza sul cuore, un profondo senso di ingiustizia che termina solo una volta che il racconto è concluso.

Ma chi è Max Eisenhardt?

Perché la Marvel ha raccontato questa storia?

Si tratta di affondare nelle trame oscure delle origini di uno degli X-men più temuti e potenti di sempre, Erik Magnus Lensherr, Magneto, che nel corso di questa vicenda è quasi privo effettivamente dei grandi poteri che lo caratterizzeranno un giorno ma che gli daranno debolmente una mano per resistere e raccontare.
Allora eccolo il Testamento consegnato al destino di questo mutante che smetterà d’ora in avanti di essere umano, per abbracciare completamente la sua diversità e combatterà strenuamente e ciecamente affinché ciò non si ripeta con la sua seconda razza.

Ancora una volta la Grande Storia genera estremismi e violenza incarnati da chi li ha subiti direttamente. Non tutte le vittime tacciono per sempre ma combattono giustamente o ingiustamente, anche servendosi del male, affinché non scoppino altre epidemie febbrili di odio e discriminazione lungo una strada che dovrebbe condurre al bene.

Un bene però corrotto dal sangue versato e dall’impossibilità di perseguire la giustizia che proprio sembra non appartenerci.

 

Maria Cristiana Grimaldi

Vedi anche: Batman: Lo specchio nero

 

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