2020 Anno delle foreste: ripartiamo dagli alberi

Le foreste custodiscono il nostro Pianeta, ricoprendo un ruolo centrale contro i cambiamenti climatici.

Il 2020 è stato scelto come anno simbolo per ricordare quanto esse siano indispensabili sia a livello biologico che economico.

La definizione più esaustiva del termine foresta è resa dalla FAO: “una superficie di almeno 0,5 ettari con alberi capaci di raggiungere almeno 5 metri di altezza che con la loro chioma “coprano” almeno il 10% del terreno.

Sono esclusi da questa definizione parchi urbani, giardini e formazioni arboree in ambito agricolo (un frutteto o un uliveto non sono bosco)”.

Leforeste occupano una superficie di quasi 4 miliardi di ettari, oltre il 31% delle terre emerse.

Come ci ricorda il WWF, rivestono un ruolo insostituibile a livello biologico ed economico: contribuiscono alla tutela della biodiversità, sono indispensabili per la conservazione delle acque e del suolo, forniscono cibo a milioni di persone e sono tra i principali serbatoi di assorbimento di carbonio.

Il 7% della superficie del Pianeta è occupata dalle foreste tropicali, gli ambienti più a rischio, che ospitano quasi la metà delle specie animali e vegetali.

Tante sono le minacce a cui sono sottoposte come la deforestazione, l’innalzamento delle temperature e gli incendi.

Da un’analisi della Società italiana di selvicoltura ed ecologia forestale emerge che la causa principale della deforestazione, ossia il taglio che impedisce anche la successiva rigenerazione del bosco, è da ravvisare nello stile di vita consumistico con diete sbilanciate , nonché nella necessità di creare terreni agricoli per produrre maggiori quantità di cibo utili a coprire il fabbisogno della crescente popolazione mondiale. 

Secondo il Global forest resource assessment della FAO, le foreste hanno subito una riduzione dello 0,13% per ogni anno dal 1990 al 2015.
Come se non bastasse, poi il 2019 è stato il secondo anno più caldo dal 1800, un anno decisamente nero per il Pianeta: dalla catastrofe della Foresta amazzonica alla distruzione di 10 milioni di ettari a causa degli incendi in Australia.

Qualcosa però si muove nel verso giusto. L’Europa in generale, e l’Italia nello specifico, sono in controtendenza: ogni anno le foreste europee crescono di una superficie di 9500 chilometri quadrati.

L’Italia in particolare, vede progressivamente aumentare la propria superficie forestale (1 milione di ettari in 30 anni, 800 metri quadrati al minuto).

A favorire questo andamento contribuiscono diversi fattori: iniziative di sensibilizzazione al tema ambientale, campagne di rimboscamento, abbandono di pascoli e campi non più coltivati che ha permesso il ritorno della foresta.

Ad esempio, non molti sanno che in Italia vige l’obbligo di porre in essere iniziative per la rigenerazione delle foreste, ogni qual volta si verifichi un taglio boschivo o un danno causato da eventi di massiccia entità.

Il valore delle foreste per l’uomo ed il Pianeta è inestimabile e bisogna incoraggiare una loro gestione sostenibile. Con i loro ettari verdi, rimuovono circa 372 milioni di tonnellate di CO2 l’anno dall’atmosfera (il 7% delle emissioni). Secondo l’Ipcc (Intergovernmental Panel on Climate Change), per frenare l’aumento della temperatura, entro il 2050 sarebbe necessario ripristinare un miliardo di ettari.

Il 2020 è stato scelto come anno delle foreste ed alla fine si è dimostrato anche un anno rivelatore. Mai come ora appare simbiotico il rapporto tra uomo e natura. È innegabile ormai che le azioni dell’uomo condizionino significativamente il benessere del nostro Pianeta.

«Per fare sì che si continui a vigilare – afferma Brunori, dottore forestale e segretario generale del Pefc Italia – bisognerà però prendere coscienza sul fatto che è necessario ridurre il tasso di crescita e mettere al primo posto nelle nostre vite altri valori. Molte teorie – prosegue – ci dicono che la pandemia è venuta per la deforestazione, una allerta che conosciamo da anni, ma eravamo distratti da altri valori. Ora abbiamo gli strumenti per poter ripartire con maggiore intelligenza: rimettiamo al centro la salute nostra e del Pianeta, a partire da ciò che ci circonda e ci accompagna, i nostri alberi».

Rosaria Vincelli 

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