“Questo è un piccolo passo per un uomo, ma un grande balzo per l’umanità”

Era il 20 luglio 1969 e Neil Amstrong, dopo aver posato i piedi sulla Luna, pronunciò la fatidica frase che fece il giro del mondo.

“Questo è un piccolo passo per un uomo, ma un grande balzo per l’umanità”.

Esattamente 51 anni fa il genere umano arrivò su un altro pianeta!

Oggi ripercorreremo i momenti principali della missione spaziale più famosa del nostro tempo.

 

Apollo 11 fu la quinta missione definitiva che portò gli astronauti Neil Amstrong e Buzz Aldrin sul suolo lunare.

Partita il 16 luglio 1969, la navicella spaziale entrò in orbita lunare dopo tre giorni di viaggio e, dopo essere atterrata sulla Luna, ripartì con l’intero equipaggio per tornare sulla Terra.

La missione si concluse il 24 luglio con l’ammaraggio nell’Oceano Pacifico, quindi dopo soli 8 giorni di viaggio.

L’impresa fu trasmessa in diretta televisiva e seguita in tutto il mondo.

Ormai gli astronauti erano dei veri e propri eroi!

Ma torniamo indietro di qualche anno.

Verso la fine del 1950, Stati Uniti e Unione Sovietica si sfidavano nella cosiddetta “corsa allo spazio”. Nel 1957 l’URSS lanciò nello spazio lo Sputnik 1, un satellite artificiale, e quattro anni dopo, nel 1961, l’astronauta russo Jurji Gagarin, fu il primo uomo ad orbitare attorno alla Terra, quindi il primo nello spazio.

Immediatamente la NASA si attivò e, nello stesso anno, l’americano Alan Shepard partì per la distesa spaziale.

Nel 1962 Kennedy, in un celebre discorso, pose un obiettivo per la nazione: arrivare sulla Luna.

Così gli USA, insieme alla NASA, misero in campo le maggiori tecnologie in ambito spaziale e prepararono il Programma Apollo.

La navicella era composta da tre parti, una pressurizzata che si staccò in fase di allunaggio, un modulo di sevizio e un modulo lunare, quest’ultimo permise l’atterraggio e il ritorno sulla Terra.

Intanto i sovietici cercarono di raggiungere il suolo lunare per primi e inviarono nello spazio Luna 15 senza uomini al suo interno. Questa raggiunse l’orbita lunare, ma, durante il ritorno, si schiantò nel Mar Crisium.

Tornando agli Stati Uniti, nel 1967 si ebbe il quadro completo dell’equipaggio con Amstrong come comandante. Tutti i piloti erano esperti di volo.

Finalmente il 16 luglio 1969, con circa un milione di spettatori pronti ad assistere, l’Apollo 11 fu lanciato dal Kennedy Space Center e dodici minuti più tardi entrò nell’orbita terreste.

Il 19 luglio la navicella arrivò nell’orbita lunare e, dopo soli quattro giorni dalla partenza, il 20 luglio, Aldrin e Amstrong erano in discesa verso il pianeta sconosciuto.

Dopo un errore nel calcolo della posizione di atterraggio e con una quantità minima di carburante, con molta difficoltà atterrarono sulla Luna e, trascorse alcune ore, il comandante Amstrong scese dalla vettura pronunciando la celebre frase: “Questo è un piccolo passo per un uomo, ma un grande balzo per l’umanità”.

Le immagini furono viste da oltre 600 milioni di persone.

Qualcosa di meraviglioso era accaduto: l’uomo aveva messo piede su un altro pianeta!

Gli astronauti lasciarono sul suolo lunare una bandiera americana, il distintivo della missione Apollo 1 per ricordare gli uomini che persero la vita, dischi e messaggi dei leader mondiali ed una placca con i disegni dei due emisferi terresti e la scritta: “Qui uomini dal pianeta Terra fecero il primo passo sulla Luna Luglio 1969 d.C.

Siamo venuti in pace per tutta l’umanità”.

Il 24 luglio iniziò il ritorno verso la Terra. L’ammaraggio degli astronauti avvenne nell’Oceano Pacifico dove furono recuperati dai sommozzatori e tenuti 21 giorni in quarantena per paura di contagi da organismi esterni e sconosciuti.

Tuttavia, passato questo arco di tempo, non accusarono nessun malore e furono dimessi.

Insomma, sono passati 51 anni, ma nessuno potrà mai dimenticare quel fatidico momento. La missione Apollo 11 ha reso possibile ciò che all’epoca era impensabile.

Sebbene oggi con le nuove tecnologie si possa fare molto di più, l’allunaggio e la passeggiata di Neil Amstrong su un altro pianeta resteranno sempre nei nostri cuori e nelle nostre menti.

 

Martina Maiorano

Disegno di Simone Passaro

Vedi anche: Il ritorno alla “normalità”

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