Jari Jones: Calvin Klein sceglie la sua modella black, transgender e oversize

Una combo esplosiva quella che la nuova modella di Calvin Klein, Jari Jones, fa coesistere in sé.

Una miscela delle etichette più scomode ma popolari della contemporaneità si muove e rende più che mai polarizzante e sconvolgente questa rarissima creatura.

Perché sì, Jari Jones unisce tutto ciò che è sempre stato trattato con superficialità, con orrore, con ostracismo.

Se il mondo non stesse forse lentamente cambiando, se il Coronavirus non avesse risvegliato alcune coscienze sopite, esacerbato dei mali profondamente radicati in modo talmente violento da farli esplode come geyser, allora forse la scelta di una modella piena di curve, nera e transgender non sarebbe mai avvenuta.

In molti credono che sia una scelta principalmente di comodo, per quietare le coscienze e riconciliare gli spiriti ardenti che – stanchi delle loro posizioni di emarginati e vessati – stanno minacciando di bruciare il vecchio mondo. Potrebbe essere, certamente. Ma potrebbe anche essere il segno di un movimento, della lenta ripresa, della capacità di aprire gli occhi ad una bellezza reinventata.

Utilizzare Jari Jones come testimonial è una presa di posizione, un atto politico, etico oltre che estetico, è dichiarare guerra agli stereotipi dalle loro fondamenta: è aiutarci a far esplodere tutto, a sovvertire tutto, ad accettare la natura mutevole della bellezza e della sessualità.

Nei suoi scatti per Calvin Klein, Jari appare come un trionfo di vita: sensuale, provocante ed esplosiva nell’advertisement, sorridente e vincente mentre stappa il suo champagne all’inaugurazione del cartellone.

Non ci sono parole pienamente descrittive per questa ventinovenne felice, viva, diversa da tutto ciò che l’ha circondata nel mondo dello spettacolo finora.
Possiamo solo dire che è una donna potente, che nella sua giovane ma satura carriera ha lottato affinché chi – come lei – si sentiva estraneo al proprio corpo potesse avere uno spazio per sé e che la sua meravigliosa risata è la gioia di una comunità intera.

Jari non è solo piena di vita, non è solo poliedrica e travolgente, ma è soprattutto bellissima. Bellissima è la sua pelle d’ebano, i foltissimi ricci che si alzano ad incorniciarle il viso. Sono bellissime le sue labbra carnose e truccate con un rossetto forte, impossibile da non notare e ammirare, sono bellissimi i suoi occhi determinati e scuri, portatori di una storia personale ma anche della storia di un popolo.

Sono straordinarie le curve prepotenti del suo corpo, femminile oltre ogni dubbio, giocoso nella sua impertinente esuberanza. Ogni parte di Jari è bella, perché trova grazia ed equilibrio in se stessa, abbracciando con agio e conforto il proprio stesso corpo, un corpo in cui vive la diversità e la dicotomia insita in ogni essere umano.

Fino a venti, o anche solo dieci anni fa, il riconoscimento di una donna così come modella sarebbe stato impensabile, risibile, quasi. Ora è realtà. E sfiderei chiunque a dire che non sia giusto, o perfetto, o meritato.

Esplodi di vita, Jari, radi al suolo ogni regola, ogni dogma con la tua esplosiva felicità.

Sveva Di Palma

 

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