Vi voglio bene, amici animali! Come fare shopping Cruelty Free

Dopo oltre vent’anni di lotte per la salvaguardia dei nostri amici animali, la sperimentazione e la vendita di prodotti testati sugli animali è vietata in Europa da marzo 2013.

Eppure, c’è ancora molto da fare nelle battaglie a favore del Cruelty Free, poiché esistono multinazionali che continuano a finanziare test sugli animali al di fuori dell’Europa o che sono coinvolte in altri settori, come per esempio nella creazione di prodotti per la pulizia della casa, che non sono regolati dalla legge.

Non tutti lo sanno, ma la sperimentazione dei prodotti, siano essi chimici o cosmetici, è prolungata e spesso dolorosa per le povere bestiole.

Parliamo di una tossicità ripetuta, che li sottopone alla somministrazione di piccole dosi di sostanza da testare per lunghi periodi di tempo, che spesso coincidono con l’intera vita della cavia.
Addirittura vanno a coinvolgere i cuccioli delle cavie, poiché si intende verificare le conseguenze dell’eventuale tossicocinetica di una sostanza, cercando difetti genetici nella prole.

Produzione e vendita di cosmetici nell’Unione Europea sono difficoltose proprio a causa dei controlli serrati e della normativa rigorosa. La legge che vieta i test sugli animali ha incoraggiato la ricerca di metodi alternativi per i test degli ingredienti, di cui, se non si può dimostrare l’atossicità, non si può permettere la vendita.

Attenzione, però: la legge vieta i test sugli animali, ma non l’uso di ingredienti di origine animale. Dunque, non è da escludere che alcuni prodotti cosmetici presentino pigmenti colorati ottenuti estraendoli da certi insetti, oppure l’utilizzo di sostanze prodotte da animali, come il miele, le uova, il latte o il collagene.

Chi è sensibile al tema e ci tiene ai diritti degli animali, può adottare una serie di accorgimenti per evitare di acquistare prodotti che, in un modo o nell’altro, ledono al benessere delle povere bestiole.

Il primo passo è informarsi circa i prodotti che non contengono nessun ingrediente testato sugli animali, compresi quelli studiati per gli ambiti farmacologici, focalizzandosi sui singoli ingredienti dei singoli prodotti, poiché a volte lo stesso brand può vendere altrove altri prodotti non conformi allo standard Cruelty Free.

Essenziale è imparare anche a distinguere le diverse diciture delle etichette: se leggete “Prodotto finito non testato su animali” significa che gli ingredienti singoli con cui è composto il prodotto possono comunque essere stati testati su animali, anche “Prodotto non testato su animali” ha la stessa valenza, non dà nessuna informazione specifica sulla sperimentazione legata ai singoli elementi del prodotto.
“Testato clinicamente”, invece, significa che il prodotto è stato testato su volontari umani, ma potrebbe essere stato testato anche sugli animali (o potrebbero esserlo stati gli ingredienti), e “Testato dermatologicamente” significa che il prodotto (o gli ingredienti) è stato testato sulla pelle, ma non si specifica se di uomini o di animali.

La soluzione migliore è acquistare solo da brand auto-certificati o certificati che dichiarano di non usare mai, per nessun mercato, ingredienti o prodotti finiti testati sugli animali, mettendo in conto che alcune aziende fanno parte di multinazionali che possiedono altri brand non conformati a questa politica.

Ma come sapere se un prodotto è Cruelty Free? Esistono diverse possibilità. Innanzitutto cercate il simboletto della PETA, l’organizzazione no profit a sostegno degli animali, sul retro dei prodotti che vi interessano. Se c’è il coniglietto, il prodotto è Cruelty Free fino a prova contraria.

Inoltre, la PETA ha stilato una lista di brand che sperimentano sugli animali negli Stati Uniti e che trovate sul sito ufficiale. Vi turberà leggervi nomi di marche assai note e presenti sugli scaffali dei supermercati: L’Oreal, Maybelline e Revlon in primis.

Esistono poi siti specializzati, che aggiornano continuamente le liste dei brand più famosi che hanno detto no ai testi sugli animali e dei brand vegetariani e/o vegani. Segnaliamo:

Infine, ai più tecnologici, può essere utile scaricare l’applicazione gratuita Cruelty Cutter sul proprio smartphone. Fotografando il prodotto che si vuole acquistare si può verificare, tramite l’applicazione, se appartiene alla categoria Cruelty Free e risparmiarsi un sacco di ricerche e sensi di colpa.

 

Claudia Moschetti

Illustrazione di Vincenza Topo

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