La mia seconda vita

Francesco è nato per la seconda volta in seguito ad un gravissimo incidente, che ha visto la sua stessa vita appesa a un filo.

È stato in coma profondo per 48 giorni, riportando in seguito un deficit della memoria, con tanti ricordi cancellati e una ripresa che sembrava impossibile.

Da questa esperienza Francesco è uscito vittorioso, grazie alla sua tenacia e alla sua voglia di ricominciare a vivere. Ma la sua rinascita è stata possibile anche grazie all’affetto della sua famiglia, dei suoi amici e di tutte le donne che hanno fatto parte della sua vita, le quali sono state la fonte d’ispirazione del suo primo scritto.

Da qui nasce l’idea di raccontarsi in un libro, definendosi capace di conoscere e capire a pieno l’universo femminile. Sarà vero?

Ciao Francesco, ti va di parlarci un po’ di te?

«Sono Francesco Landretta, ho 31 anni, sono un ex indossatore e nuotatore semi professionista. Successivamente al mio diploma sono stato vittima di un grave incidente, ho praticamente conosciuto la morte.

Sono stato in coma per 48 giorni, riportando un deficit della memoria e danni alla percezione sensoriale. Nessuno si sarebbe aspettato la mia ripresa, la mia vita sembrava essere terminata lì, invece Dio ha voluto un’altra possibilità per me.

Dopo la ripresa, ho guardato la vita con occhi diversi, acquisendo una spiccata sensibilità su tutto ciò che mi circonda e ancora oggi mi reputo una persona adulta con l’animo di un bambino. Riesco ad assaporare ogni momento e a vivere a pieno ogni esperienza.

Ho inseguito i miei sogni laureandomi in Scienze biologiche e specializzandomi in Scienze degli alimenti e della nutrizione umana.»

Hai dei ricordi dell’incidente e del tuo risveglio?

«No, ho un buco nero ma credo sia meglio così. Per quanto riguarda questo aspetto, certe cose è meglio dimenticarle. Per altre invece ho un rammarico grandissimo, ad esempio non ricordo neanche la festa dei miei diciotto anni. I miei ricordi vanno ad un anno prima dell’incidente.»

Quando ti è tornata la memoria?

«La memoria è tornata a dicembre, quando ho iniziato bene o male a parlare, grazie all’intervento di mia madre, con l’aiuto della musica e la lettura dei miei autori preferiti, incameravo ricordi. Ma ci fu un episodio in particolare.

Ero nell’istituto di riabilitazione, quando si aprii una finestra all’improvviso e mentre mia madre la chiudeva le chiesi di non farlo. In quel momento avvertii dei brividi e da lì iniziò il mio ritorno alla memoria, alla percezione della sensibilità, del sensoriale e dell’emozione.»

Com’è nata l’idea di scrivere un libro?

«L’idea di scrivere un libro è nata dal fatto che, nonostante il deficit della memoria, riuscivo a ricordare tutti i dettagli delle esperienze che ho vissuto con le mie donne, negative o positive, come se il mio cervello da quel momento in poi non volesse perdere neanche un attimo di questi momenti.

L’idea si è materializzata dopo aver letto la biografia di Sigmund Freud nell’opera L’interpretazione dei sogni, in cui l’autore in punto di morte si rese conto che l’unica domanda a cui non aveva risposto era: “cosa vogliono le donne?”.

Da quel momento in poi ho analizzato me stesso, i miei ricordi, le mie esperienze e le ho trascritte in un libro, affrontando varie tematiche e situazioni. Il libro si chiama “Donne e amore” di Francesco Landetta.»

Francesco, sei veramente eclettico, riesci a fare tante cose nella tua vita: attore, scrittore, nutrizionista. Dicci il tuo segreto, per favore! A tal proposito, mi sorge una domanda: dove ti vedi proiettato nel futuro?

«Dove non lo so, ma posso risponderti sul come mi vedo proiettato nel futuro, beh… mi vedo felice.»

 

Grazie Francesco per averci raccontato la tua esperienza, hai una forza di volontà e voglia di farcela da ammirare. Sarai sicuramente un grande esempio per molte persone.

Serena Tizzano

 

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