Father of all Motherf*****s – Che combini, Billie Joe?

Sapevo che sarebbe arrivato questo momento, il momento in cui avrei dovuto recensire in maniera negativa un lavoro dei Green Day.

Purtroppo è un lavoro sporco, ma qualcuno doveva pur farlo.

Il 7/02/2020 è uscito Father of all Motherf*****s, tredicesimo album studio della band californiana Green Day.

Da bravo fan ho atteso questo giorno come se fosse l’ultimo della mia vita, come ogni loro album pubblicato.

Non ho voluto nemmeno ascoltare in anteprima i singoli pre-album per non rovinarmi la sorpresa e cosa trovo?

Un’accozzaglia di ripetizioni, copia ed incolla, niente idee nuove, quasi nulla che possa funzionare e addirittura qualche auto-plagio tratto sia da American Idiot che dal secondo album della trilogia: Dos!

Una riproposta rock ‘n roll di basso livello del loro side-project Foxboro Hot Tubs che ha la differenza di qualche “yeah” di condimento in quasi tutti i brani e l’uso del pianoforte.

Un album di una durata di ben 26 minuti scarsi, di cui la metà potete anche gettarli da qualche parte e lasciarli nel dimenticatoio della vostra mente, dato che non verrà voglia di riascoltarli.

Ora analizzerò traccia per traccia con tanto dispiacere e se sei debole di stomaco, ti invito a non piangere, però non dermordere! Qualcosa è approvata.

1) Father of all…

Una delle novità di questo album è l’uso del falsetto da parte di Billie Joe Armstrong, apprezzabile ma non troppo.

Suoni già sentiti nelle loro vecchie canzoni senza quella vera novità che ci si aspetta dal loro album.

Il ritornello è apprezzabile, soprattutto nelle esibizioni live.

2) Fire, Ready, Aim

Parte carica come un proiettile che sta per esplodere, ma non sviluppata al meglio.

Sufficiente anche questa, anche se si poteva far di più, soprattutto per lo sviluppo di un ritornello più articolato.

3) Oh Yeah!

Adesso viene la parte difficile: ve l’ho detto che recensire questo album è un lavoro sporco? Bene, rimbocchiamoci le maniche ed affondiamo le mani nella melma.

Questo brano è quasi uguale al brano Do You Wanna Touch Me? (Oh Yeah) di Joan Jett.

Non è altro che una cover avente la maggior parte della base della predetta artista ed il minimo restante non è altro che il frutto della fantasia dei Green Day.

Ma fare una cover non sarebbe stato meglio? Mi dispiace, Billie Joe, stavolta hai toppato alla grande.
Una cosa è ispirarsi ad una canzone, un’altra spacciarla per tua. Il punto è che quando fai parte di una delle band di punta del globo, anche uno starnuto campionato ed in loop può diventare un capolavoro.

4) Meet Me on the Roof

Con questa saremo più pacati: stile rock ‘n roll dei Foxboro Hot Tubs.

Una canzone che ha una propria originalità su tutto. Melodia e dinamicità messe assieme senza sbagliare di una virgola, poteva essere la capolista dell’album a cui ispirare tutto l’album.

5) I Was a Teenage Teenager

Finalmente una canzone dalla durata accettabile: 3:45, a differenza delle altre che durano dai 2:50 ai 1:45 come Fire, Ready, Aim.

Da qui cominciamo a sentire qualche piccolo auto-plagio melodico dei loro vecchi lavori.

Il testo rappresenta forse un’intera generazione di giovani che hanno vissuto odio ed aggressività durante la loro adolescenza, ma Billie Joe avrebbe potuto spremere di più le meningi senza ripetere la strofa e ritornello per la bellezza di cinque volte senza cambiare una sola e singola parola.

6) Stab You in the Heart

Questo brano non è altro che un plagio di milioni e milioni di canzoni con lo stesso giro rock n’ roll nonché identico alla canzone dell’album Dos!: F**k Time.

È più aggressiva, movimentata ed allegra anche se il testo dice “Ti pugnalo al cuore”.

Niente di innovativo, qualcosa che è stata fatta bene, ma che poteva essere risparmiata: gli anni ’60 sono finiti.

7) Sugar Youth

Intro identico a Stop Drop And Roll dei Foxboro Hot Tubs, ritornello molto bello e carico ma c’è una minima parte che ricorda She’s A Rebel, appartenente al loro capolavoro American Idiot e qualche minima parte melodica di Lazy Bones all’inizio, sempre facente parte della trilogia, precisamente e nuovamente in Dos!

8) Junkies on a High

Come posso essere poco cattivo? Impossibile!
Questa canzone è l’apoteosi della noia, difficile all’ascolto e tolta la parte vocale, ci puoi fare una base alternativa di Boulevard of Broken Dreams.

Statica, fredda, non trasmette nulla.

9) Take the Money and Crawl

L’intro è simile ad un film western di Sergio Leone con un improvviso stacco con il solito e noioso intro Foxboro Hot Tubs’s style.

Qui Billie Joe&Co si differenziano con la strofa che viene divisa in due parti: una strumentale senza la voce e la successiva con la chitarra distorta che accompagna la melodia della voce. Forse una ventata d’aria fresca nell’album con questa suddivisione della strofa che precede un ritornello incalzante e melodico.

10) Graffitia

Finalmente questa epopea è finita, non ce la facevo più.

Fortunatamente, questo album si chiude con una canzone apprezzabile per i primi minuti, poi si può benissimo tagliare dato che non è altro che una ripetizione del ritornello in loop.

Viene usato l’effetto sfumato che si usava molto negli anni ’70/’80, quando non si sapeva come terminare un brano.

Sound della canzone non male, ma so benissimo che i Green Day di un tempo l’avrebbero resa più dinamica e apprezzabile con un testo migliore.

 

Caro Billie Joe, mentre scrivo questo epilogo, ascolto Dry Ice e Awesome As F**k in loop nelle cuffie. Ti seguo da quando avevo 12 anni e per me American Idiot è stato il punto di partenza del mio amore per la musica e non ti potrò odiare.

Questo album però manca di quel briciolo di cattiveria che ci mettevate sempre e che rendeva ogni vostro lavoro perfetto, spero non sia la vecchiaia.

Torna a suonare senza effetti troppo predominanti sulla linea vocale e torna a suonare la tua Fernandes con il solo ausilio del tuo Marshall Plexi 1959.

Ogni vostro album rappresenta, ovviamente, un cambiamento, ma non è giusto nei confronti dei fan più anziani che vi hanno resi quello che siete questo ignobile gesto.

Vi hanno chiamati venduti quando avete firmato con una major, ma questo significa portare in alto i propri sogni e tutti lo avrebbero fatto.

Però, vi siete venduti quando avete modificato il vostro essere e questo è quasi imperdonabile.

Le nuove generazioni devono conoscere i Green Day del suono di American Idiot e non quello di Fatherof all.

Parlo col cuore in mano, perché io sono uno di quelli che a 13 anni si è sentito rispecchiato nell’ideologia di 21st Century Breakdown con la famosa citazione Class of 13th: quella classe mi rappresentava e mi rappresenta ancora vivendola con onore.

Io ero tra quelli che il 2 settembre 2012 ha invaso l’hotel Majestic a Bologna senza poterti vedere perché, per noi fans, le tue condizioni di salute erano la prima cosa.

La nostra è una famiglia ed il punk un’ideologia.

Faccio parte di quella generazione che ha ascoltato American Idiot dandogli un effetto psicotropo e magico, qualcosa di diverso che cambiava nella mia vita: il mio essere fa parte di quelle canzoni.

Sappiamo bene che Jimmy e Whatersame e Christie e Gloria non sono per sempre, ma è ciò che ci hanno resi persone migliori e più attente al mondo circostante.

Nessuno vi dice di non cambiare e di sperimentare, ma fatelo con contegno, avete creato American Idiot e non potete adesso cacciare Father of all come se tutta la strada fosse in discesa.

Speravo che dopo la trilogia, questo momento “no” fosse finito e ci stavo anche credendo dopo Revolution Radio, ma qui si è toppato di nuovo.

L’unica vostra salvezza sono le esibizioni live: avete il potere di trasformare qualcosa di estremamente brutto e noioso in qualcosa di perfetto.

Se dovessi usare una singola frase per descrivere questo album, userei certamente “Signora, vostro figlio è intelligente, ma non si applica”.

 

Antonio Vollono

 

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi