CineByte: Donnie Darko

“Ci sono confini che a volte la vita di chiede di varcare…”

Titolo originale: Donnie Darko

Anno di uscita: 2001

Paese di produzione: Stati Uniti d’America

Regia: Richard Kelly

Sceneggiatura: Richard Kelly

È la notte del 2 ottobre 1988 quando il motore di un aereo di precipita sulla casa della famiglia Darko. Il giovane Donnie, superbamente interpretato da Jake Gyllenhaal, si presenta come un ragazzo non particolarmente popolare, perso nei suoi pensieri sul senso della vita e in cura per la schizofrenia: riesce a scampare alla morte. In uno dei suoi episodi di sonnambulismo, si risveglia in un campo da football con una strana scritta sul braccio che annuncia la fine del mondo nell’arco di 28 giorni, 6 ore, 42 minuti e 12 secondi. Da quel momento Donnie non riesce a far altro che percepire i segnali dell’approssimarsi dell’epilogo cosmico, aggravati dal crescente dominio che il suo amico immaginario Frank comincia ad avere sulla sua vita.

La pellicola del ventiseienne Richard Kelly uscì nelle sale appena un mese dopo l’attentato dell’11 settembre e la presenza di un disastro aereo nella trama fu la causa maggiore del suo insuccesso: non era il momento. Il passaparola le rese giustizia e, qualche anno dopo, riuscì a riemergere e ad essere apprezzata per il capolavoro che è.

La fama di Donnie Darko è probabilmente riconducibile all’ambiguità del suo messaggio, unita a una trama intricata e suggestiva. La ricchezza di questo film sta proprio in questo, nella costellazione di interpretazioni possibili che troverebbero accordo solo se si avesse una certezza sulla reale condizione umana.

 

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