La leggenda dello Scoglio di Rovigliano

Chi è del golfo di Napoli avrà sentito nominare, anche per sbaglio, il celeberrimo Scoglio di Rovigliano. Ma quale storia si cela dietro questo piccolo isolotto?

Partiamo dal presupposto che è localizzato in mare, precisamente tra i comuni di Castellammare di Stabia e Torre Annunziata, anche se appartiene all’ultimo comune citato.

Ma perché citare un anonimo scoglietto in mezzo al mare? Attorno alla sua esistenza, ruotano molte storie.

Secondo la leggenda, Ercole, dopo aver portato a termine la decima fatica e prima di fondare Stabia e Ercolano, staccò un pezzo del Monte Faito e lo gettò in mare. Infatti, il primo nome di Rovigliano fu Petra Herculis.

Molti affermano che la prima costruzione era un tempio dedicato ad Ercole. Una prova schiacciante della presenza romana è l’opus reticolatum, tecnica in voga in epoca romana dove le pietre in tufo erano disposte a mo’ di rete.

L’origine del nome potrebbe risalire ad una bolla papale di Innocenzo III, dove viene citata la parola Rubellianum. Potrebbe derivare dal nome della famiglia proprietaria: Gens Rubilia con capofamiglia il console Rubilio.

Negli anni seguenti, Rovigliano fu acquistata da un certo Ernesto Longobardi che costruì un’abitazione.

Dopo l’uso privato, divenne un monastero dedicato a San Michele e Santa Barbara per poi diventare un luogo difensivo grazie alla presenza della torre.

Dal 1860 appartiene al demanio.

L’ultimo segno di vita fu dato, nel 1931, dal Sig. Antonio Brigante, il quale vi costruì un ristorante che fallì pochi anni dopo.

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