Star Wars – Una storia senza fine

Guerre Stellari, un colossal dei nostri tempi, usciva per la prima volta al cinema il 25 maggio 1977.

Il film di George Lucas, in seguito rinominato Star Wars: Episodio IV – Una nuova speranza, sarà solo il primo della fortunatissima saga cinematografica fantascientifica.

 

Ora, immaginate, è il 1977 ed entrate in sala: le luci si spengono e leggete “Tanto tempo fa in una galassia lontana lontana…”, il resto è storia.

Nessuno si aspettava che avrebbe avuto un successo del genere: il film aprì in soli 32 teatri ma ben presto si realizzò che l’offerta era decisamente inferiore alla domanda del pubblico. Guerre stellari si rivelò il fenomeno dell’estate e la sua popolarità crebbe costantemente: davanti alle sale in cui veniva proiettato si formavano delle lunghe code di persone interessate.

Al termine delle proiezioni, aveva raggiunto 1.750 sale, superando, con 307.263.857 dollari, Lo squalo come film con i maggiori incassi nella storia. E a stento si credeva di riuscire a recuperare le spese.

 

Se è vero che il cinema è spettacolo, questo Guerre stellari passerà alla storia come un capolavoro, anzi, come il capolavoro, perché un film fatto solo di spettacolo, effetti e scene stupefacenti come Star Wars non si era mai visto”. (Gianni Pennacchi)

I pareri furono inizialmente discordanti, e nonostante il successo presso il pubblico, alcuni trovarono Star Wars “niente di che”. “Non c’è respiro, non c’è poesia e non ha nessun appiglio emotivo” diceva Pauline Kael, del The New Yorker, mentre sul Corriere della Sera si poteva leggere “L’oroscopo? No, meglio Guerre Stellari. Omaggio alla fantascienza, letteratura analfabeta”.

Insomma, se le critiche negative si concentravano sul fatto che il film apparisse superficiale, semplicistico e commerciale, i sostenitori trovarono proprio in questa sua leggerezza il punto di forza della saga. Per non parlare della rivoluzione che ha apportato al mondo degli effetti speciali e l’influenza sull’uso immagini generate al computer: lo storico critico del Chicago Sun-Times Roger Ebert descrisse Guerre stellari come un’ “esperienza extra-corporea”, comparando gli effetti speciali della pellicola a quelli di 2001: Odissea nello spazio.

Vincent Canby del The New York Times lo definì “un film ricco di folk contemporaneo, con un debole per i costumi fumettistici”, arrivando addirittura a considerarlo come il film “più elaborato, completo e bello mai realizzato”.

Guerre Stellari, infatti, prende elementi caratteristici sia del genere fantascientifico, in particolare della space opera – come robot e viaggi nello spazio – sia del genere fantasy, come cavalieri, duelli di cappa e spada e principesse, se non anche archetipi del genere western.

Questo ci fa comprendere come e perché la saga di George Lucas sia entrata a far parte della cultura popolare, anzi come si sia radicata in essa. In fondo il motivo del successo si deve proprio al regista e della sua capacità di intuire cosa coinvolge lo spettatore, cosa lo colpisce e cosa lo emoziona.

Almeno una volta, durante Una nuova speranza ci siamo immedesimati o innamorati di uno dei personaggi: il giovane sognatore Luke Skywalker, l’intrepida principessa Leila che lotta per la giustizia, l’egoista, sicuro di sé e irriverente Ian Solo invece è l’uomo egoista. E poi Obi-Wan Kenobi, il saggio mentore che tutti vorremmo come padre, e infine Darth Vader, un cattivo cupo e misterioso dal respiro infernale, dal quale rimaniamo terrorizzati e affascinati allo stesso tempo.

Se doveste scegliere un aspetto che preferite di Star Wars quale sarebbe? I personaggi, i costumi, l’ambientazione, o… la colonna sonora?

 

Carolina Niglio

 

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