Buon compleanno, Raffaello! 4 curiosità sul pittore de “La scuola di Atene”

Ogni tanto, a noi de La Testata – Testa l’informazione, piace ricordare e riportare all’attenzione dei lettori grandi personaggi del passato.

Pittori, scrittori, attori, musicisti e figure storiche vengono catturati dalle nostre tastiere e trascinati nel presente con aneddoti e curiosità.

Oggi, 6 aprile, è il compleanno del pittore Raffaello Sanzio, ai più conosciuto con il solo nome proprio (un po’ come Beyoncé, o Shakira): Raffaello. Ecco quattro curiosità sul leggendario artista.

1 – Raffaello Sanzio, nel Cinquecento, era il corrispettivo di una rockstar.

 

Genio precocissimo, già a 19 anni divenne famoso per la sua abilità di mastro pittore, per lo stile impeccabile e la purezza del disegno tecnico. Durante la sua vita, fu uno dei pittori più apprezzati e conosciuti in Italia. La sua fama lo precedeva ed il suo carattere mondano, piacevole e dalle buone maniere, lo rendeva bene accetto e desiderato in ogni occasione.

Le donne impazzivano per il bel Raffaello (le cui delicate fattezze possiamo apprezzare nel suo Autoritratto, una tempera su tavola custodita agli Uffizi, prodotta nel 1506) dai tratti gentili e i modi galanti. Nonostante il successo con l’altro sesso, il giovane non si sposò mai, ma ebbe – a detta dei pettegoli del Rinascimento – moltissime amanti. Inoltre, da buona rockstar del suo tempo, aveva una buona dose di narcisismo: non è raro scorgerlo autoritratto tra le sue opere, spesso in bella vista, talvolta di sfuggita.

È un gioco divertente, cercare di trovarlo, nascosto tra i soggetti dei suoi quadri.

 

2 – La Fornarina rappresenta ancora un mistero.

 

La bellissima donna bruna dai seni nudi ritratta da Raffaello d’Urbino e attualmente conservata a Palazzo Barberini continua a rappresentare un enigma per moltissimi storici dell’arte. Molte teorie sulla sua identità sono state avanzate, tuttavia nessuna conclusiva.

La tesi più accreditata è che si trattasse di Margherita Luti, la giovane figlia del fornaio (appunto, la fornarina) che aveva stregato Raffaello nel semplice atto di affacciarsi alla propria finestra. La bellezza della donna e l’eleganza del gesto avrebbero affascinato il pittore al punto da rendere la fanciulla sua amante, la prima tra tutte le “sue” donne.

Il ritratto, uno splendido olio su tavola, è sensuale e corposo, restituisce l’attrazione dell’artista per la sua musa senza mai essere sfacciato o volgare. Lo stile delicato di Raffaello illumina di grazia e femminilità questa splendida donna, rinascimentale e concreta al contempo.

 

Raffaello

 

3 – Gira voce che il rapporto tra “i tre grandi” (Leonardo, Michelangelo e Raffaello) non fosse tutto rose e fiori.

 

I tre giganti del rinascimento, ognuno con le proprie peculiarità, furono senza dubbio Leonardo, Michelangelo e Raffaello, coevi e talentuosi, hanno cambiato l’arte italiana e mondiale per sempre. Tuttavia, secondo alcuni studiosi, sembra che tra loro tre non sempre corresse buon sangue, anche se è risaputo che la rivalità più accesa fosse quella tra Leonardo e Michelangelo. Il trasferimento a Roma di Raffaello, tuttavia, sancì l’inizio di una bonaria disputa anche tra gli altri due titani, con due schieramenti ben definiti: da un lato Bramante, geloso, per ostacolare l’ascesa del Buonarroti, si schierò immediatamente dalla parte del Sanzio. Dall’altro, artisti vaticani come Sebastiano del Piombo, decisero invece di supportare Michelangelo. Una pala d’altare commissionata da Giulio de Medici nel 1516 a Raffaello e a Sebastiano del Piombo, a quanto pare, fu il capro espiatorio per l’esplosione di tale rivalità. Addirittura, si dice che il Buonarroti disegnò alcune parti per Sebastiano del Piombo per avvantaggiarlo nella gara artistica, e che i due “cofecchiatori” ritardarono il loro lavoro per vedere prima ultimato quello di Raffaello. Purtroppo, il pittore morì troppo giovane per vedere la sua opera terminata.

Molti storici dell’arte autorevoli, come Roberto Longhi, credono che questi aneddoti siano solo dicerie e che in realtà tra i tre pittori ci fosse reciproca ammirazione e rispetto.

 

4 – Raffaello morì il giorno del suo compleanno.

 

La vita trova modi per essere bizzarra e cinica senza nemmeno saperlo, permeando tutto di amara ironia. Raffaello Sanzio, genio disegnatore e cuore pulsante del Rinascimento italiano, poeta del pennello e giovane viveur appassionato dei piaceri, si spense misteriosamente a soli 37 anni. La causa della morte è stata discussa e teorie anche improbabili sono state avanzate (c’è una corrente di pensiero secondo cui il pittore sia morto per il troppo sesso con la sua amante, la sopracitata Magherita Luti alias La Fornarina), ma l’aspetto più curioso è che Raffaello morì esattamente il giorno del suo compleanno, il 6 aprile.

 

Riassunte in poche righe, abbiamo citato alcune delle opere del maestro e alcuni aneddoti divertenti o curiosi della sua vita, ma vi consiglio una lettura approfondita della sua biografia e della sua meravigliosa arte. Tanto, ora come ora, cosa avete da fare di meglio?

Buona lettura e buon divertimento.

 

Sveva Di Palma

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