I migliori film da quarantena da vedere in quarantena – parte 2

La quarantena prosegue, consentendoci una disponibilità quasi illimitata di tempo da gestire tra attimi di noia e pindarici voli mentali da ipocondriaci, ecco allora che prosegue anche la lista dei nostri film perfetti da quarantena.

La premessa è quella legata alla prima parte della lista, non voglio alimentare ulteriori fobie da chiusura casalinga parlando di film a finale apocalittico o che trattino di pandemie e virulenti contagi.

I film selezionati, anche questi nuovi cinque, hanno la capacità di giocare con l’emotività empatica di chi osserva, spesso capaci di turbarci, di scatenare il senso adrenalinico insisto in ognuno o comunque la capacità di giocare con i tagli visivi, con gli spazi, con un senso di chiusura anche dove la chiusura effettiva non c’è

  • Room

La pellicola che consegna negli annali della storia recente del cinema l’interpretazione della bella Brie Larson. Che – pensate – per questo film vince il premio Oscar per la miglior interpretazione, Golden Globe e miglior attrice al British film Awards. Tratto dal romanzo Stanza, letto, armadio, specchio di Emma Denoghue. Ispirato ad una reale vicenda, il caso Fritzl, un episodio di cronaca nera avvenuto nella cittadina austriaca di Amstetten. Questa giovane mamma segregata e abusata in una stanza sotterranea comincerà una nuova vita quando con il suo bambino giungerà nel “cosmo”, tutto ciò che è finalmente fuori da quelle terribili quattro mura.

  • Strade perdute

Pellicola del 1997 e – senza dubbio – uno dei capolavori assoluti del maestro dell’onirismo cinematografico David Lynch.

La storia (tanto per cominciare, perché tutto diventa più complesso di quel che inizialmente è) è quella dell’anonimo musicista jazz, Fred Medison.

Tutto poi nel film si perde negli elementi surreali che hanno reso grande il regista, una condizione di smarrimento che appartiene all’uomo e che rispecchia una società. Un senso di straniamento e di incubo mentale vissuto attraverso certi labirinti di corridoi tenebrosi. Il tutto in una colonna sonora prodotta da Trent Reznor dei Nine Inch Nails (con brani di Angelo Badalamenti, David Bowie, Rammstein tra gli altri).

  • Ottobre

Bisogna compiere un salto indietro enorme, alla culla della nascita del cinema, addirittura al 1927. Pellicola immortale del maestro Sergej Michajlovič Ėjzenštejn (si, quello della famosa corazzata Potemkin). Immaginate di dover rappresentare i dieci giorni che sconvolsero il mondo (come la scritta che campeggia all’inizio della pellicola), ovvero quelli della presa del palazzo d’inverno durante l’ascesa al potere del Partito comunista dopo il fallimentare interregno del governo provvisorio guidato da Kerenskij a seguito della deposizione dei Romanov, sotto la guida di Lenin tornato dall’esilio in Svizzera. Il film, retrodatato rispetto all’epoca tecnologica degli effetti visivi moderni, rappresenta comunque un punto di svolta per il suo montaggio frenetico. Accostamenti anti-narrativi, rapidi cambi di macchina, un rapporto estraniante e furibondo con gli occhi di chi guarda.

  • The Warriors

Immaginate una notte, una sola, per correre e raggiungere Coney Island a New York, voi siete i warriors e a darvi la caccia ci sono tutte le altre bande di New York. Il film di Walter Hill del 1979 è un vero e proprio western moderno, piccola pellicola cupa e violenta, adrenalinica e ricca di pathos, diventata un vero e proprio cult. L’ispirazione al film viene dall’omonimo romanzo di Sol Yurik che a sua volta si ispira addirittura all’Anabasi di Senoforte, autobiografia dello storico ateniese. Senoforte che, avendo partecipato come mercenario ad una guerra civile persiana, racconta della ritirata dei diecimila mercenari ellenici attraverso l’impero persiano, dopo che Ciro il Giovane, pretendente al trono imperiale e loro capo e reclutatore, era stato sconfitto nella battaglia di Cunassa. Immagine che ricorda la scena iniziale del film, l’enorme adunata di tutte le bande nel Bronx.  Cominciate a sentirvi stanati, inseguiti dalla telecamera per una sola lunghissima notte.

  • Le Iene

Siamo nel 1992, dopo una serie di sperimentazioni con la macchina da presa, nella filmografia di Quentin Tarantino è questo il grande punto di partenza.

In questa pellicola ci sono già tanti degli elementi del genio creativo e visionario di Tarantino, da buona parte del cast, veri e propri attori feticcio come Harvey Keitel, Michael Madsen, Steve Buscemi, a elementi ultra caratteristici.

Già in questa prima opera vi ritroverete a confronti con tutti gli elementi che vi faranno sentire in una stimolante enorme ragnatela, flashback e disordine cronologico, il dramma da camera tipico di Tarantino (gran parte di questa piccola epopea all’interno del capannone), la fitta rete di dialoghi e quegli elementi di western tramutati in gratuito splatter.

Non potete non essere catturati dal surrealismo drammatico dei suoi protagonisti e delle situazioni a limite dell’estremo, insomma, è Tarantino.

Claudio Palumbo

 

Vedi anche: I migliori film da quarantena da vedere in quarantena – parte 1

 

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