131 anni per la Torre Eiffel

Oggi cade il 131esimo anniversario dell’inaugurazione di quella che al tempo era la costruzione più alta d’Europa: la Torre Eiffel.

Il 31 marzo del 1889 questo monumento, che diventerà il simbolo indiscusso di Parigi, fu inaugurato in occasione dell’Esposizione Universale. Completata in due anni, due mesi e cinque giorni, la torre è alta ben 324 metri e composta da oltre 18mila parti metalliche.

Il progetto nasce dalle menti di Maurice Koechlin e Émile Nouguier, due ingegneri alle dipendenze della Compagnie des Établissements Eiffel, una fiorente ditta gestita proprio da Gustave Eiffel, noto anche come “architetto del ferro”, che partecipò in prima persona con vari ritocchi e perfezionamenti, soprattutto nella fase finale del lavoro.

Si trattava di un progetto imponente, se non colossale, e l’unico materiale adeguato a una costruzione di una simile portata era proprio il ferro. La torre è costruita, infatti, su quattro pilastri che vanno unendosi salendo verso l’alto, e al contrario di quanto si possa pensare, i quattro archi semicircolari che poggiano a terra sono decorativi e non hanno una vera funziona strutturale.

L’idea progettuale riscosse forti resistenze e non poche critiche: addirittura un gruppo di intellettuali francesi, tra cui risultava anche Guy de Maupassant, inviò una petizione chiedendo che fosse abbandonata la realizzazione della torre, definendola “inutile e mostruosa”. Nonostante ciò, il ministro per il Commercio e presidente della commissione della fiera, Édouard Lockroy, vide nel progetto Eiffel un monumento destinato a diventare “unico al mondo […] una delle curiosità più interessanti della capitale” e nel 1887 la costruzione iniziò.

Torre Eiffel

L’inaugurazione fu, appunto il 31 marzo 1889 (nel centenario della Rivoluzione Francese), mentre l’apertura al pubblico il 15 maggio (nove giorni dopo l’inizio dell’Esposizione Universale). Così recitava Le Figaro, contemplando la capitale parigina dalla Torre:

«Il mont Valérin, Montmatre, le alture di Sannois, sembrano macchioline grigie; il bosco di Saint-Germain si dilegua nella foschia azzurrina, la Senna diventa un inoffensivo ruscelletto, attraversato da chiatte lillipuziane, e Parigi sembra un piccolo palcoscenico con strade dritte, tetti quadrati e linde facciate. I puntini neri rappresentano la folla. Ovunque tutto sembra privo di vita, tranne la massa verdeggiante del Bois; in questa immensità non vi è un movimento percepibile; nessun rumore che possa far pensare alla vita della gente “là sotto”. Si direbbe che, in pieno giorno, un improvviso torpore abbia reso la città inerte e silenziosa».

Pensata per essere smontata molto presto, e quindi effimera nella sua maestosità, la Torre, da contratto, aveva 20 anni di vita. A salvarla dalla demolizione, fu soprattutto l’installazione di una stazione radiofonica permanente sulla sua sommità che facilitò le trasmissioni radio.

Ma noi, che siamo romantici, pensiamo sia stata più che altro l’infatuazione degli stessi parigini, che l’avevano resa un luogo da visitare, in cui ritornare, ma soprattutto il simbolo con cui la loro capitale era rappresentata, a fare in modo che la Torre Eiffel rimanesse lì.

 

Carolina Niglio

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