I migliori film da quarantena da vedere in quarantena – parte 1

Immaginate una lista di film scelti da un ipocondriaco per un periodo di quarantena. Ah…che ovviamente non parlano di virus!

Eravamo pronti a tutto. A fronteggiare apocalittici scenari post atomici, orde di zombie, invasioni aliene in pieno stile sci-fi o anche il ritiro dal mercato dei biscotti Oreo, ma una pandemia davvero no.

Nell’epoca della realtà virtuale fronteggiare una virulenta pestilenza che ci tiene chiusi in casa, francamente no. Non ci resta che adempiere agli obblighi individuali e collettivi per il bene di tutti noi e magari rasserenarci del fatto che, la nostra stessa contemporaneità, ci regala nel suo fiorire multimediale ore e ore di contenuti visivi.

Ecco quindi che possono diventare realtà i nostri più torbidi e lussuriosi desideri di ore e ore di binge watching, album mai ascoltati del tutto, livelli su livelli di videogames e ovviamente abbondanti quantità di film.

Sappiamo che i film da recuperare possono essere tanti e i più disparati, che magari in momenti del genere preferiremmo farci una bella risata ma nella nostra cinica curiosità abbiamo deciso per una particolare lista di pellicola.

Film di quarantena, e per questo non per forza indichiamo film che parlino esplicitamente di reclusioni, ma film che sappiano spezzarti il respiro attraverso l’intensità delle loro sceneggiature o che magari sappiano giocare in maniera geniale con l’aspetto diegetico. La dimensione immersiva del film creata sapientemente dai loro registi, l’interpretazione dei loro protagonisti e della particolarità delle loro inquadrature.

Quindi perché no, in un periodo che si approssima a diventare emergenziale anche per l’aspetto emotivo e psicologico, provare ad esorcizzare le proprie paure magari non parlando direttamente di virus e pandemie ma affrontando l’esperienza limite spazio- temporale. Parola di un ipocondriaco.

 

Per gli appassionati del filone asiatico un vero e proprio cult. Film del 2003 e girato da Park Chan-wook, ispirato da un famoso manga e seconda pellicola della trilogia della vendetta. Immaginate che nel bel mezzo della vostra quotidianità veniate rapiti, chiusi in una lurida stanza che sembra un motel e che veniate accusati dell’omicidio di vostra moglie. Prima della tanto agognata libertà e vendetta, lunghe sequenze di film raccontano l’asfissiante realtà di reclusione del nostro protagonista. Allenamento e pianificazione vendicativa al sangue per non impazzire.

 

  • 127 ore

Se pensavate che a turbarvi potesse bastare la scena di Kill Bill in cui la nostra black mamba viene sepolta viva preparatevi al peggio. Questa famosa pellicola del regista britannico Danny Boye racconta la vera storia di Aron Ralston, alpinista statunitense che nel 2003 rimase intrappolato nel Canyon dello Utah, costretto addirittura ad amputarsi un braccio per liberarsi.

Il protagonista, James Franco, rimase a sua volta turbato nella fase di preparazione al film, visionando filmati e testimonianze del reale accadimento.  Ben 6 nomination agli Oscar e diversi pubblici turbati, come quello del Toronto Film Festival, per una delle più claustrofobiche tra le pellicole.

 

  • Panic Room

Opera di uno dei maestri del thrilling, David Fincher. Protagoniste al femminile una, sempre, formidabile Jodie Foster e una giovanissima Kristen Stewart.

Immaginate stavolta che il pericolo è dentro casa, seppur abitando in una lussuosa abitazione nell’Upper West Side di Manhattan, le due protagoniste si ritrovano barricate nella propria “panic room” all’ultimo piano. Dall’altro lato un gruppo di rapinatori che cercano di entrare mirando alla cassaforte della stanza. Una lunga sequenza di strategia e adrenalina nella difesa dal nemico protetti da un muro.

  • Locke

Presente fuori concorso alla mostra del cinema di Venezia del 2013. Protagonista uno dei migliori attori della nostra generazione, Tom Hardy. Il film di Steven Knight lascia perdere l’azione narrativa, da ricercare nella sceneggiatura, per lasciare spazio alla sola immensa interpretazione del suo protagonista, il capocantiere Ivan Locke, nel solo spazio dell’abitacolo della sua auto.

Un film ricco di suspance e compenetrazione emotiva girato quasi interamente in una macchina, tra dialoghi intensi, errori, rimpianti e confessioni.

  • Shining

Non occorre dilungarsi su uno dei più celebri capolavori moderni del cinema. Frutto della psiche, selvaggia e perversa, del tridente formato da Stephen King (autore del romanzo che ha ispirato il film), Stanley Kubrick e dell’iconico protagonista Jack Nicholson.

Tutti, seppur di sfuggita o per sentito dire, siamo entrati almeno una volta all’Overlook Hotel. Steadiecam all’ennesima potenza. Ognuno dei personaggi è seguito e perseguito da una telecamera capace di seguirli passo dopo passo, attaccata quasi, la compenetrazione è totale. Ci si perde nell’asfissia di spazi spaventosamente perfetti, di visioni e di inverni lunghissimi. Lo stesso Kubrick a proposito di Shining: “c’è qualcosa di intrinsecamente sbagliato nella personalità umana. C’è una parte malvagia. Una delle cose che le storie horror possono fare è mostrare gli archetipi dell’inconscio; possiamo vedere la parte malvagia senza doverci confrontare con essa in modo diretto”

 

Claudio Palumbo

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