Tokyo 2020 rimane Tokyo 2020, ma nel 2021

La pandemia di COVID-19 sta smuovendo le vite di tutti ormai, non solo quelle degli italiani che per primi, assieme ai cinesi, hanno dovuto fare i conti con la mutazione di questo coronavirus.

Non ci si poteva aspettare che tale evento non tangesse anche la vita globale, portando a rinvii senza precedenti: è di poche ore fa la notizia dello slittamento della trentaduesima edizione dei Giochi Olimpici che avrebbero dovuto avere inizio il 24 luglio 2020 a Tokyo.

Neanche i conflitti mondiali portarono al rinvio dei Giochi: la sesta edizione avrebbe dovuto aver luogo a Berlino nel 1916, ma fu sospesa a causa dello scontro mondiale che, tra l’altro, vedeva la Germania protagonista. Tuttavia, fu conservato il numero progressivo dell’edizione, per omaggiare l’antica tradizione greca.

Anche il secondo confitto mondiale portò all’annullamento delle edizioni del 1940 e del 1944, conservando ugualmente il numero progressivo. Curiosamente Tokyo era stata scelta per l’edizione del 1940, ma il suo impegno bellico con la Cina portò il CIO a scegliere un’altra sede: anche Helsinki, tuttavia, dovette rifiutare perché impegnata nel conflitto con l’URSS.

La guerra fredda caratterizzò tutta la seconda metà del secolo scorso, influenzando ovviamente anche i Giochi Olimpici. È solo dal 1992, dopo la disgregazione dell’URSS, che i Giochi si sono distaccati quasi del tutto dalla politica, caratterizzandosi di quel clima tranquillo e pacifico che tuttora le esalta.

Tokyo fu la prima città asiatica a ospitare i Giochi, nel 1964. A questo suo primato si aggiunge che l’edizione 2020 è la prima a essere rinviata, piuttosto che annullata come le precedenti. Tra le varie proposte avanzate dagli organizzatori, l’autunno 2020 è stato scartato perché troppo vicino temporalmente, nonostante il CIO optasse per questa soluzione: difatti permetterebbe di rispettare i termini contrattuali e di consegne, soprattutto per quanto riguarda le abitazioni del Villaggio Olimpico che sono state vendute a cittadini privati, ricavandone decine di milioni di euro.

Inoltre, la pandemia di COVID-19 potrebbe ancora imperversare, causando ulteriori slittamenti. Perciò si è preferito rinviarli di un anno, quindi a luglio 2021, nonostante questo porti le federazioni internazionali di atletica e nuoto a spostare i propri mondiali, che erano stati programmati giusto per l’estate 2021.

Il nome dell’edizione verrà conservato: Tokyo 2020 avrà luogo nel 2021, ma l’enorme investimento sul merchandising e sul marchio hanno fatto optare per la conservazione del nome.

La torcia olimpica rimarrà in Giappone: avrebbe dovuto visitare le 47 prefetture giapponesi, ma il suo tour è stato annullato. Dato che il rinvio è una novità assoluta, il CIO dovrà prendere decisioni molto in fretta sul da farsi. Per ora, le qualifiche sono state congelate, mentre per quelle ancora da svolgersi avranno luogo non appena le condizioni sanitarie lo permetteranno.

Marta Maresca

Leggi anche: Coronavirus: tolicizumab è il nome del farmaco per la salvezza

 

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi