Tra pozioni magiche & resistenza: addio a Albert Uderzo, papà di Asterix

Morto Albert Uderzo, il disegnatore del celebre Asterix & Obelix. Nato il 25 aprile 1927 da immigrati vicentini, aveva 92 anni.

“Nel 50 avanti Cristo tutta la Gallia è occupata dai Romani… Tutta? No! Un villaggio dell’Armorica, abitato da irriducibili Galli resiste ancora e sempre all’invasore”. Esordiva così Asterix il gallico sul primo numero della rivista Pilote, il primo giugno 1959. Le storie, scritte da René Goscinny e disegnate da Albert Uderzo, raccontano le imprese di un piccoletto con il nasone di nome Asterix e del suo amico gigante Obelix, intenti a fronteggiare e resistere ai tentativi di invasione dei Romani.

 

Il fumetto diventa subito un cult della cultura francese, paragonabile a un vero e proprio capolavoro della letteratura. Con i suoi 38 albi all’attivo, vanta un totale stimato di oltre 300 milioni di copie vendute in tutto il mondo. La loro fama dilaga così tanto che nel 1965 il primo satellite francese viene lanciato nello spazio con il soprannome di Asterix.

 

Le prime storie di Asterix sono pubblicate a puntate su Pilote, un paio di pagine a settimana, per poi trovare una nuova vita in volume. Dal 1978, con la prematura scomparsa di Goscinny, la serie è in mano al solo Uderzo che ne dilata le uscite, rendendole sempre più un evento straordinario e accrescendone la fama.

 

Nel 2013 il disegnatore di origini italiane cede lo scettro a Jean-Yves Ferri e Didier Conrad, che portano una ventata di aria fresca nel piccolo villaggio dell’Armorica rimanendo comunque fedeli allo stile dei loro predecessori grazie anche alla supervisione dello stesso Uderzo. Ed è così che Asterix e la figlia di Vercingetorige, trentottesimo albo della saga, è stato il libro più venduto del 2019 in Francia con un milione e mezzo di copie vendute.

 

Sagaci, satirici e confusionari, questi Galli rimangono tra i capisaldi del fumetto europeo. Tradotti in 111 lingue, compreso il latino e l’esperanto, hanno accompagnato intere generazioni. Ma oggi, sessant’anni dopo il loro debutto, il villaggio della resistenza rimane orfano di entrambi i suoi creatori.

 

Disegno e didascalia di Simone Passaro

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