Stare chiusi per 200 anni: il Sakoku

Di certo a nessuno piace stare segregato a casa contro la propria volontà; in Giappone, però, vi fu un periodo di chiusura nazionale che durò per più di 200 anni: il Sakoku.

Sakoku è una parola giapponese che significa letteralmente “paese blindato” ed è con questo epiteto che viene definito il periodo che va dall’editto dello shogun Tokugawa Iemitsu (1641) all’arrivo del commodoro Perry (1853). Durante il Sakoku era proibito, salvo particolari permessi scritti, l’arrivo degli stranieri in Giappone e l’uscita dei giapponesi dal confine nazionale. Per quanto i vari signori feudali locali avessero una certa libertà giudiziaria la pena per i trasgressori era una ed una sola: la morte.

Oltre a regolamentare al meglio i traffici commerciali marittimi, durante il periodo Sakoku il Giappone ha rivolto uno sguardo introspettivo verso di sé: in questo periodo difatti si sono creati e delineati alcuni degli aspetti più importanti ed iconici della cultura nipponica.

E voi? Cosa fareste in un periodo di isolamento così lungo?

 

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