Coronavirus: tolicizumab è il nome del farmaco per la salvezza

Medici di tutto il mondo si sono uniti per cercare una cura per contrastare l’avanzata del covid-19. Per il vaccino ci vorrà ancora del tempo, ma il tolicizumab, farmaco impiegato per la cura dell’artrite reumatoide, sta facendo ben sperare.

Creare un vaccino non è cosa semplice, i tempi di sperimentazione prima della messa sul mercato del prodotto si aggirano intorno ai dieci anni. E lo stesso discorso vale per i farmaci. Come ci diceva già il medico Roberto Burioni in tempi non sospetti “per contrastare il coronavirus dovremo fare ricorso al buon senso”.

Il modo migliore per contrastare ulteriormente la diffusione del virus resta sempre restare a casa, di modo che questo non possa viaggiare da persona a persona. I medici hanno cercato però una soluzione tra i medicinali già prodotti, facendo ricorso a due categorie di medicinali: antivirali e antinfiammatori.

L’Olanda sta sperimentando il primo farmaco per neutralizzare il covid-19, grazie ai ricercatori dell’università di Utrecht, ma ci vorranno ancora mesi prima che questo possa essere sperimentato sugli esseri umani.

Per ora i medici per contrastare il virus stanno impiegando antivirali, che cercano di rallentare il replicarsi del virus nell’organismo, gli antiretrovirali impiegati per la cura dell’HIV (dal momento che si è notato che i sieropositivi sono meno inclini ad essere contagiati dal virus) e un tipo di antinfiammatorio, il tolicizumab, anticorpo monoclonale utilizzato per la cura dell’artrite reumatoide che riesce a ridurre la tempesta infiammatoria che colpisce alcuni pazienti con polmonite.

Il tolicizumab si sta dimostrando infatti efficace nel trattamento di pazienti con polmonite interstiziale causata dal covid-19. Dopo aver fatto registrare i primi miglioramenti in Cina, anche i primi casi trattati a Napoli mostrano risvolti positivi. Il trattamento si ora sta estendendo per curare anche i pazienti delle altre regioni. In molti dei pazienti trattati con questo farmaco a Napoli, Cosenza, Modena, Fano si è registrato un rapido miglioramento. La prima risposta del tolicizumab è dunque positiva, ma per avere dati più attendibili dovremo attendere almeno una settimana.

In questo tempo bisognerà continuare a utilizzare le precauzioni già impiegate e che vengono continuamente ripetute: lavarsi bene le mani, utilizzare mascherine, ma soprattutto restare a casa. Buon senso e intelligenza sono tra le armi che ci restano per proteggerci.

 

Francesca Caianiello

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