Buon compleanno García Márquez!

Ricorre oggi l’anniversario del compleanno di Gabriel José de la Concordia García Márquez, premio Nobel per la letteratura venuto a mancare nell’aprile del 2014. E noi lo ricordiamo attraverso la storia del celebre romanzo L’amore ai tempi del colera, che ripercorre fantasiosamente la relazione amorosa dei genitori dello scrittore.

Dopo aver vinto il premio Nobel per la letteratura nel 1982 con il romanzo Cien años de soledad (Cent’anni di solitudine), opera tra le più significative della letteratura novecentesca, Márquez decide di ritirarsi per un po’ di tempo a vita privata, per dedicarsi alla composizione di quello che lui stesso ha definito “il romanzo dei vecchietti”.

Ed è da questa premessa che nasce e vede la luce nel 1985 El amor en los tiempos del cólera. Nella sua nuova abitazione a Cartagena, dove ancora oggi vive tutta la sua famiglia, Márquez si dedica alla stesura di questa nuova opera che ha l’intento di raccontare una storia ambientata nel XIX secolo, proprio così come si scriveva nel XIX secolo.

Nasce così la travolgente storia che vede legati a distanza per più di mezzo secolo Florentino Ariza e Fermina Daza. Una storia travolgente, resa accattivante da quella che è la principale caratteristica della penna di Márquez: una trama fatta di quadri perfettamente legati tra loro grazie al sapiente impiego di analessi e prolessi. Un amore, quello tra i due protagonisti, nato in tenera età e portato avanti nell’attesa della realizzazione concreta per più di mezzo secolo. Un vero e proprio romanzo dell’attesa amorosa.

E molteplici sono i tratti della storia del romanzo che si ricollegano alla storia d’amore dei genitori di Márquez. L’autore è nato dall’unione di Gabriel Eligio García Martínez, di professione telegrafista, e Luisa Santiaga Márquez Iguarán. L’unione tra i due era stata ostacola dal padre di Luisa, il quale per un po’ di tempo aveva allontanato la figlia dalla città in cui viveva perché non fosse costretta in un matrimonio da lui osteggiato. E fu così che Gabriel, grazie anche alla collaborazione dei suoi colleghi telegrafisti, sfruttò il suo lavoro per rimanere in contatto con l’amata. Non a caso Márquez renderà un telegrafista anche il protagonista del suo romanzo, Florentino Ariza, ricalcando nella finzione questo aspetto della vita vera di suo padre. Ma le similitudini non finiscono qui; come il padre di Márquez, anche Florentino Ariza si diletta a suonare il violino.

La storia d’amore tra i genitori dello scrittore è stata poi decisamente più fortunata di quella dei protagonisti del romanzo, Márquez nasce infatti come primogenito di sedici figli. Florentino e Fermina invece raggiungeranno solo dopo molti anni la loro realizzazione, dopo più di cinquant’anni, dopo cinquantatré anni, sette mesi e undici giorni (notti incluse), eppure il loro amore resterà sempre giovane.

Alla storia è unito un altro dettaglio autobiografico: il viaggio fatto dai due amanti sul fiume Magdalena che ricorda gli undici viaggi fatti da Márquez stesso su quello stesso fiume che negli anni Ottanta era già ormai inquinato e distrutto dal disboscamento, simbolo della devastazione del colera.

Tra l’infinita serie di motivi per cui ringraziare questo immenso autore, merita un po’ d’attenzione la riflessione sull’amore, grazie alle parole che Márquez mette in bocca alla zia Escolástica, che farà da messaggero tra i giovani Fermina e Florentino perché la loro relazione non venga scoperta dal padre di lei. Davanti a un’inaspettata proposta di nozze di Florentino, questo è il consiglio che la zia dà a Fermina:

«Rispondigli di sì» le disse. «Anche se stai morendo di paura, anche se dopo te ne pentirai, perché comunque ti pentirai per tutta la vita se gli rispondi di no.»

Grazie Gabriel García Márquez per le storie che ci hai raccontato, per averci insegnato l’amore, la fantasia, la magia… buon compleanno!

 

Francesca Caianiello