Le verdure fanno bene ma io non mangio cose verdi

Quante volte capita di trovare un piatto più appetitoso di un altro perché solo esteticamente ci fa già venire l’acquolina in bocca? Ci sono delle pietanze che sono un miscuglio di colori, un vero urlo di gioia per le nostre papille gustative e altre che invece hanno un aspetto così tetro che non farebbero invidia nemmeno a una mela perciò la nostra fame è, prima di tutto, visiva!

Qualche anno fa mi sono accorta di soffrire della “sindrome del verde”, che non esiste, è solo mia, ed è la tendenza a respingere tanti cibi verdi e preferire maggiormente gli accostamenti di cibi con colori complementari. Questa “sindrome” mi ha portato tante volte a rifiutare pranzi e cene con amiche, parenti e colleghi per la paura di trovare nel piatto qualcosa di spiacevole. Alla sola domanda “Mangi da me stasera?” l’ansia sale, le parole si perdono nei meandri più nascosti della mia gola, tentenno e non so cosa rispondere. “Mi spiace ma stasera ho già un impegno, grazie lo stesso!” è tutto quello che so dire.

È una repulsione istintiva per un colore che probabilmente nemmeno da infante, incosciente e inerme, ho mai indossato. Un colore triste, anonimo, insipido. Un Grinch, che odia il Natale e pure se stesso.

Ma finalmente studi scientifici mi hanno svelato il mistero…

La Scuola Internazionale Superiore di Studi Avanzati di Trieste spiega come la vista sia importante per le scelte alimentari perché decide, in base a un “codice colore”, l’apporto calorico di un alimento. In che senso? Nel senso che il nostro cervello tende a prediligere i cibi di colore rosso e rifiutare quelli verdi per un discorso di sopravvivenza associando così i cibi rossi a quelli più nutrienti e calorici mentre ortaggi e verdure invece sono visti come quelli meno sostanziosi, motivo per cui quando siamo a dieta e il nostro medico ci consiglia di abbondare con frutta e verdura a noi sembrerà sempre di aver mangiato solo foglie ed esserci tramutati in pecore.

Lo so, è triste.

I meccanismi che mettiamo in atto nella scelta dei cibi sono molto antichi, come ha sottolineato la dottoressa Raffaella Ida Rumiati, che ha coordinato l’indagine:

«Secondo alcune teorie il nostro sistema visivo si è evoluto per identificare facilmente bacche, frutta e verdura particolarmente nutrienti nel mezzo del fogliame della giungla. In particolare siamo molto efficienti nel distinguere il rosso dal verde perché l’essere umano è un “animale visivo”.

La preferenza del rosso sul verde non si osserva con oggetti non commestibili, il che significa che il codice colore del sistema visivo si attiva, correttamente, solo con gli stimoli alimentari».

“Mangiare con gli occhi” è verissimo! Il colore del cibo ha una forte influenza sul nostro stato d’animo e anche sulla nostra salute, poiché ogni colore corrisponde a un’emozione e porta con sé proprietà benefiche.

La cromoterapia, che fonda i suoi benefici usando diversi colori sul corpo e sulla mente, ha radici antichissime. Curare le pietanze, bandire le tavole, porre attenzione alle forme e ai colori è stata un’usanza di tutte le civiltà. Basti pensare alla Roma imperiale in cui le tavole venivano abbellite con tovaglie colorate, su cui venivano adagiati piatti lavorati in oro, argento e pietre preziose.

Andiamo quindi a vedere, tramite le caratteristiche e i benefici dei vari cibi colorati, come la cromoterapia può aiutarci per una sana alimentazione.

ROSSO

I cibi rossi sono ricchi di vitamina C che favorisce la produzione di collagene, stimola le difese immunitarie e rafforza i vasi sanguigni. Contribuiscono a ritrovare fiducia in sé stessi, ad allontanare la malinconia e la depressione. Attenzione perché i cibi rossi sono anche stimolanti per l’appetito quindi meglio starne lontani se si è a dieta!

ARANCIONE

I cibi arancioni sono ricchi di enzimi che favoriscono la digestione e di vitamine che potenziano il sistema immunitario. Aiutano a raggiungere l’ascolto di se stessi e comprendere le proprie emozioni inducendo serenità e allegria.

GIALLO

Gli alimenti di colore giallo sono adatti a disintossicare il fegato e la cistifellea, e quindi anche a depurare l’organismo in generale. Aumentano la concentrazione e la creatività, quindi se è il momento di buttare giù nuove idee due fette di ananas e via!

VERDE

I cibi verdi sono eccellenti depurativi del sangue, favoriscono il drenaggio linfatico e irrobustiscono il sistema cardiocircolatorio, utili nel prevenire tumori. Mangiare verde contribuisce a dare serenità, a stare in pace con il mondo e se si è a dieta a calmare la voracità (tranne che a me).

VIOLA/INDACO

I cibi di questi colori sono particolarmente ricchi di magnesio e di altri elementi fondamentali per le funzioni cerebrali. Prevengono

l’invecchiamento, riducono le infiammazioni e fanno anche bene agli occhi e al cuore. Anche questi sottovalutati come i cibi di colore verde (tranne per me che adoro le melanzane!).

BIANCO

I cibi bianchi hanno forti capacità depurative e antiossidanti, rinforzando il tessuto osseo e i polmoni. Mangiare cibi bianchi ci prepara alla tranquillità necessaria per affrontare le sfide quotidiane.

NERO

Il nero è il colore della fertilità e ha una forte valenza erotica e si consumano solitamente nelle ore serali perché favoriscono il sonno e sono molto digeribili.

 

Ovviamente queste non sono leggi certe, ognuno può decidere cosa mangiare in base a come si sente e a come si vorrebbe sentire ricordando spesso che quel “non mi piace…” non ha, quasi mai, nulla a che vedere con il sapore. La cucina non è solo un gioco o un passatempo ma una cosa seria e di grande valore educativo dove bisogna ricordare che anche l’occhio vuole la sua parte e che se le M&M’s sono realizzate in un mix di colori, pur avendo tutte lo stesso sapore, allora c’è sicuramente un motivo.

Serena Palmese

 

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