Il simbolo della pace

Immaginate di essere negli anni Cinquanta, da un lato gli USA e dell’altro l’URSS che da lontano si guardano molto male… non tira una buona aria. Nonostante non siano passati molti anni dalla fine della seconda guerra mondiale, il mondo potrebbe ritrovarsi ad assistere all’orrore della guerra e ad un imminente armamento nucleare.

Sono in molti a manifestare affinché questo non accada, in più Paesi nascono movimenti pacifisti che cercano di far sentire la propria voce. Ma nel 1958 avviene la “svolta”: il disegnatore londinese Gerold Holtom crea un nuovo simbolo, in modo tale che la loro battaglia diventi più efficace. Lo crea in una maniera del tutto originale, prendendo a riferimento l’alfabeto semaforico; combina la lettera “N”(rappresentata da due braccia distese verso il basso) con la “D”(un braccio disteso sopra la testa, l’altro in basso), iniziali delle parole “Nuclear” e “Disarmament”. Per completare la sua opera, inserisce le due lettere all’interno di un cerchio che simboleggiava la Terra.

Il 21 febbraio è la data in cui appare per la prima volta, ma sarà negli anni Sessanta che avrà la sua massima diffusione, per contrastare la guerra in Vietnam.

Riflettendo oggi, a 61 anni dalla sua nascita, non posso fare a meno di pensare a come questo simbolo sia ancora indispensabile. Troppo spesso dimentichiamo il valore della pace, e l’impegno che ci chiede perché esista. E’ troppo semplice ricorrere alle teorie dell’odio, dei capri espiatori, dell’emarginazione…al contrario, dovremmo insegnare ai bambini l’importanza di questo simbolo e di ciò che rappresenta. E dovremmo insegnar loro a portarlo per le strade e a mostrarlo fieramente.

 

Francesco Siliberto

 

 

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