Oscar 2020, vincitori e vinti: un commento a freddo

Dopo le gioie donate da un Sanremo pieno di eventi emozionanti, strabordanti di quel trash che un po’ ti fa male e un po’ ti fa amare il tuo paese natio, per lo spettatore medio essere soddisfatto degli Oscar 2020 in quanto show poteva essere piuttosto complicato.

Tuttavia, tra un red carpet sfavillante e dei film in gara davvero pazzeschi, la grande macchina dell’intrattenimento americano ha funzionato anche quest’anno. Nulla di particolarmente sorprendente, tuttavia, dato che le statutette dorate sono finite tutte nelle mani dei favoriti: Joaquin Phoenix è stato premiato per la sua performance istrionica, fantasiosa e al contempo meticolosa – da perfetto method actor quale è – in Joker di Todd Phillips, Laura Dern ha vinto nella categoria miglior attrice non protagonista per A Marriage story – meritandolo pienamente – mentre la migliore sceneggiatura non originale è andata a quel pasticcino alla crema che è Taika Waititi, grande regista ma soprattutto uomo. Jojo Rabbit è una piccola perla, una minuscola follia all’interno della storia del cinema. La miglior sceneggiatura originale ha premiato Parasite per la sua incredibile ricchezza intellettuale e gioco linguistico, quella sensazione di mai visto, inaudito. Il genio di Bong Joon Ho è stato premiato con ben due statuette, riuscendosi ad intascare anche quella di Miglior Film dell’anno. Non ci sorprende, appunto, ma avrei scommesso su 1917 di Sam Mendes, un film che dagli Academy – assieme a The Irishman di Martin Scorsese – non ha ricevuto invece grande attenzione. Brilla, tra tutti, la stella sempre splendente di una attrice che ha fatto discutere per le sue oscillazioni di peso ed il cui talento non ha mai avuto modo di esprimersi a pieno: parliamo di Renée Zellweger, miglior attrice protagonista di questi Academy Award con la sua interpretazione toccante, precisissima di una star di tutti i tempi, Judy Garland.

Vorrei aprire inoltre una parentesi a parte – piccola, sia chiaro – su Brad Pitt. Brad, dolce Brad, la tua bellezza abbacinante è un dono divino che con la tua incombente terza età sembra non abbandonarti mai. Noi tutte – e perché no, noi tutti – ti ringraziamo di esistere e di donarci gioia ogni volta che appari in tutta la tua americana mascolinità sui nostri schermi, indegni di cotanta perfetta creazione. A te, oltre che per la bellezza fuori concorso o gara alcuna, l’Oscar meritatissimo come miglior attore non protagonista per Once Upon a Time…in Hollywood, del maestro del cinema contemporaneo Quentin Tarantino (altro snobbato dall’Academy). Anche Leo, in questa serata lunga e fredda di febbraio, si è fatto baciare con grazia dallo schermo, risultando non vincitore ma in grandissima forma.

Hair Love e Toy Story 4 hanno vinto nelle categorie di film animati, nei quali la diversità sembra poter avere spazio. Le donne – Greta Gerwig a parte, candidata con il bellissimo Piccole donne – ancora faticano a vedere riconosciuti i loro talenti su larga scala, ad una opinione pubblica di massa, ma fortunatamente in realtà piccole come quelle del documentario sbancano e fanno all in, donandoci una visione del mondo ulteriore, apparentemente inconciliabile con quella della notte degli Oscar. Learning to skateboard in a War Zone (if you are a girl) di Carol Dysigner e Elena Andreicheva è un’opera incredibile, ambiziosa e toccante, impossibile da ignorare persino tra il patinato e glamour di quella che per un cinefilo è la notte dell’anno, quasi un secondo Capodanno, con meno alcol e molta caffeina.

Ci auguriamo che questa tendenza cambi, che sia le donne che i registi stranieri trovino la loro voce all’interno di questo sistema che sembra voler cambiare ma resiste, non vuole cedere la tradizione collaudata ad una ondata di novità assoluta, al ricambio culturale selvaggio, incontrollabile. Detto questo – perché non si può non dirlo – il livello delle pellicole, dei registi e degli attori di questo 2020 ha restituito al cinema il suo spessore culturale ed artistico, riconfermando il suo valore in questo mondo un po’ così, sporco e brutto. Viva il cinema, sempre. E che la cinefilia sia con voi.

Per vedere tutti i vincitori di quest’anno (sono troppe categorie e restare svegli tutta la notte a 31 anni è pericoloso) , clicca QUI

Sveva Di Palma

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