Oscar 2020: nomination e cinefilia

Sì, anche quest’anno ci siamo. È arrivato quel momento, proprio quello.

Ma sì, quello che noi cinefili non possiamo ignorare, ci perseguita, ci intossica, siamo come i tifosi della curva B del San Paolo durante Napoli – Juve. Siamo come i fedeli che attendono l’apparizione della Madonna a Medjugorie, trepidanti ed insonni. Finalmente, sono state annunciate le nomination degli Academy Award, meglio noti come Oscar.

 

E sì, anche quest’anno, il mio animo nerd – infarcito di cinema dall’epidermide al midollo osseo – non poteva non averli visti già tutti, i film candidati. “Lo sapevo” è l’affermazione che il mio cervello ha formulato e a cui la mia bocca ha dato voce più volte nell’ultima ora, senza dubbio. La cinefilia è una malattia grave, vorrei l’aveste tutti per non sentirmi un po’ più speciale del solito quando elenco a memoria interi cast o ricordo il nome dell’attore secondario di quel film indipendente del 1981 che è rimasto in sala solo per un settimana, ma al contempo non ve la augurerei, perché esserne immuni fa risparmiate soldi (spesi al cinema), sonno (perché si sa che l’orario migliore per guardare un film in streaming sono le due di notte) e patemi d’animo (ogni film porta una critica, una riflessione, delle problematiche alle quali non avreste nemmeno lontanamente pensato se non fosse stato per quell’incredibile film). Detto questo, passiamo ai fatti, mia squadra di cinefili (di serie A, s’intende): la bramata reliquia sacra verrà consegnata – una per categoria – il 10 febbraio 2020, cerimonia che sarà seguita da noi appassionati come la processione di fedeli dietro la Madonna dell’Arco. Il grande favorito, la vera rivelazione cinematografica del 2019, “Joker” di Todd Phillips con protagonista Joaquin Phoenix è candidato a ben 11 statuette, compreso nelle categorie Miglior Film, Miglior regia, Miglior attore protagonista e Miglior sceneggiatura non originale. “Parasite” del coreano Bon Joon Ho  e “Jojo Rabbit”, tuttavia, sono entrambi capolavori e le vere sorprese della scorsa stagione: sono candidati a Miglior Film e in altre varie categorie maggiori, dando a Joker del filo da torcere. Sam Mendes – uno dei miei registi preferiti di sempre – è canditato con il suo “1917” sia a Miglior film che a Miglior regia. Dovrebbe vincere, ma la mia è solo l’opinione di una povera, minuscola studentessa di cinema disoccupata. Tarantino è sempre lo zio impertinente di Hollywood, quello che strizza l’occhio con fare confabulatorio al nipotino prebuscente e nonstante l’età resta sempre il più figo della famiglia, le sue storie sono sempre le più incredibili, piene di belle donne e avventure pazzesche. “C’era una volta…ad Hollywood” sbanca, candidandosi a 10 Oscar, sia nelle categorie maggiori che nelle categorie minori. “Zio” Quentin è inarrestabile, ma il punto luce del suo ultimo film è l’interpretazione di Brad Pitt, bellissimo e bravissimo nei panni di Cliff Booth. A lui, una grande nomination come Miglior attore non protagonista. Greta Gerwig gareggia con il suo “Piccole Donne” e sfida il marito Noah Baumbach, regista di “Storia di un matrimonio”, la pellicola interpretata miracolosamente bene da Scarlett Johansson e Adam Driver (entrambi nominati all’Oscar) e prodotta da Netflix. Il cast di ottuagenari e veterani (Joe Pesci e Al Pacino) assemblato da Scorsese – meno Robert De Niro, inspiegabilmente – è nominato nelle categorie attoriali e meriterebbe una statuetta anche solo per l’atto di esistere e dedicare ancora tanto talento, tempo e bravura all’arte del cinematografo. Hanno quasi ottant’anni e sono bellissimi, tostissimi. E date un Oscar a Laura Dern e a Scarlett Johansson (in gara per entrambe le categorie, protagonista e non protagonista) perché, nonostante Margot Robbie in Bombshell, Kathy Bates in ogni singola cosa che interpreta, Florence Pugh e la sua giovinezza imbarazzante, Saoirse Ronan  nelle vesti di Jo March e Renee Zelwegger nei panni impossibili di Judy Garland, le loro interpretazioni svettano e raggiungono altezze inarrivabili, sublimi, divine. Sono felice della nomination – anche se tardiva – a Miglior attore protagonista di Antonio Banderas per “Dolor y Gloria”, film davvero notevole, da non perdere. Chi dice che il grande cinema non esiste più , che l’epoca d’oro di Hollywood è finita? Guardate qui che amore, che talenti, che prospettive! Noi cinefili abbiam bisogno di essere ottimisti, sognare una perpetua Golden Age. Ecco, dunque, tutte le nomination:

 

Miglior film
1917
The Irishman
Piccole donne
Jojo Rabbit
Joker
Storia di un matrimonio
C’era una volta… a Hollywood
Parasite
Le Mans 66 – La grande sfida

 

Miglior regia
Martin Scorsese per The Irishman
Sam Mendes per 1917
Quentin Tarantino per C’era una volta… a Hollywood
Bon Joon Ho per Parasite
Todd Phillips per Joker

 

Miglior attore protagonista
Joaquin Phoenix per Joker
Adam Driver per Storia di un matrimonio
Leonardo DiCaprio per C’era una volta… a Hollywood
Jonathan Pryce per I due papi
Antonio Banderas per Dolor y Gloria

 

Miglior attrice protagonista
Scarlett Johansson per Storia di un matrimonio
Saorsie Ronan per Piccole donne
Charlize Theron per Bombshell
Renee Zellweger per Judy
Cynthia Erivo per Harriett

 

Miglior attore non protagonista
Tom Hanks per Un amico straordinario
Anthony Hopkins per I due papi
Al Pacino per The Irishman
Joe Pesci per The Irishman
Brad Pitt per C’era una volta… a Hollywood

 

Miglior attrice non protagonista
Laura Dern per Storia di un matrimonio
Scarlett Johansson per Jojo Rabbit
Margot Robbie per Bombshell
Kathy Bates per Richard Jewell
Florence Pugh per Piccole donne

 

Miglior sceneggiatura originale
C’era una volta… a Hollywood
Storia di un matrimonio
Parasite
Cena con delitto – Knives Out
1917

 

Miglior sceneggiatura non originale
Jojo Rabbit
Joker
Piccole donne
The Irishman
I due papi

 

Miglior film di animazione
Dov’è il mio corpo?
Klaus
Dragon Trainer – Il mondo nascosto
Toy Story 4
Missing Link

 

Migliore film straniero
Les Misérables (Francia)
Honeyland (Macedonia del Nord)
Corpus Christi (Polonia)
Parasite (Corea del Sud)
Dolor y Gloria (Spagna)

 

Miglior documentario
American Factory
The Cave
The Edge of Democracy
For Sama
Honeyland

 

Miglior cortometraggio documentario
In the Absence
Learning to Skateboard in a Warzone (Id You’re a Girl)
Life Overtakes Me
St. Louis Superman
Walk Run Cha-Cha

 

Miglior cortometraggio
Brotherhood
Nefta Football Club
The Neighbor’s Widow
Saria
A Sister

 

Miglior cortometraggio animato
Dcera
Hair Love
Kitbull
Memorable
Sister

 

Migliore colonna sonora
Joker
Piccole Donne
Storia di un matrimonio
1917
Star Wars: L’ascesa di Skywalker

 

Migliore canzone originale
“I’m Standing With You” da Atto di fede
“Into the Unknown” da Frozen II – Il segreto di Arendelle
“Stand Up” da Harriet
“(I’m Gonna) Love Me Again” da Rocketman
“I Can’t Let You Throw Yourself Away” da Toy Story 4

 

Miglior fotografia
1917
C’era una volta… a Hollywood
Joker
The Irishman
The Lighthouse

Migliori effetti speciali (“visual effects”)
Avengers: Endgame
The Irishman
Il re leone
1917
Star Wars: L’ascesa di Skywalker

 

Migliori trucco e acconciature
Bombshell
Joker
Judy
Maleficent – Signora del Male
1917

 

Migliore scenografia
The Irishman
1917
C’era una volta… a Hollywood
Parasite
Jojo Rabbit

 

Migliori costumi
Joker
Piccole donne
C’era una volta… a Hollywood
The Irishman
Jojo Rabbit

 

Miglior montaggio
Le Mans 66 – La grande sfida
The Irishman
Parasite
Jojo Rabbit
Joker

 

Miglior sonoro (“sound editing”)
1917
Le Mans 66 – La grande sfida
Joker
C’era una volta… a Hollywood
Star Wars: L’ascesa di Skywalker

 

Miglior montaggio sonoro (“sound mixing”)
1917
Le Mans 66 – La grande sfida
Joker
C’era una volta… a Hollywood
Ad Astra

 

Che il 10 vinca il migliore (e guardate la cerimonia, miei nerd)!

 

Sveva Di Palma

Per leggere qualche recensione prima della cerimonia:

JOKER: TOC TOC, BENG BENG

C’era una volta a Knoxville: la non-biografia di Quentin Tarantino – Part 1

Marriage Story: l’inizio e la fine di un amore

Sì al riccio perché afro è bello!

The Irishman: l’ultimo capolavoro di Scorsese in arrivo su Netflix

La grandezza delle Piccole Donne: centocinquant’anni e non sentirli:

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