De Venator Poloniae: su quella figata che è The Witcher

Ma di cosa stiamo parlando?!

Cari lettori, non so che ambienti frequentiate, non so che generi vi piacciano, non so neanche che cosa vi spinga a leggere questo testo (forse il titolo, dai, ci può stare).

In ogni caso, qualsiasi sia il motivo che vi ha spinto a leggerlo,state facendo la cosa giusta.

Oggi vi parlerò dello Strigo, meglio conosciuto come The Witcher a livello internazionale (Wiedźmin in Polacco, la lingua che lo ha fatto nascere).

Lo Strigo nasce in Polonia, dalle mani di Andrzej Sapkowski, sottoforma di libro.

Anzi, meglio ancora, sottoforma di racconto per un concorso letterario, organizzato da Fantastyka, una rivista di genere fantasy, polacca.

 

Wiedźmin, così è chiamato il racconto, attira subito l’attenzione dei lettori polacchi, così da dare il via ad una serie di racconti sullo Strigo Geralt di Rivia, i quali, acquistando successo, porteranno alla conoscenza da parte di tutto il mondo, dell’universo creato da Sapkowski.

 

Ma torniamo alle cose importanti.

Che cos’è uno strigo?

È un essere umano geneticamente modificato, quindi un mutante – cacciatore di mostri professionista, cioè uno dei lavori e ruoli più fighi che si può avere in un fantasy.

Essendo un OGM ovviamente, lo Strigo ottiene abilità particolari (tra cui forza e agilità nettamente superiori a qualsiasi essere umano, e anche alcuni mostri minori, capacità di vedere al buio, utilizzo di un’antica ed estremamente semplice forma di magia chiamata “segni”, longevità maggiore, resistenza ai veleni e chi più ne ha più ne metta) ma anche disabilità che mettono freni belli grossi alla sua eredità.

Infatti nessuno strigo può avere figli, poiché tutti sterili.

Ah, piccola aggiunta.

Non c’è solo uno strigo, altrimenti sarebbe finita troppo presto.

Ci sono varie scuole che prendono piccoli trovatelli e li trasformano in queste macchine distruggi mostri attraverso una lunga e complicata serie di dolorose mutazioni magiche, seguita ovviamente da una sequenza di prove mortali dalle quali escono vivi veramente pochi.

Quindi, nonostante sia estremamente figo, diventare uno strigo è anche estremamente difficile.

Sopravvivere al mestiere è anche peggio.

 

L’autore Andrzej ci parla degli avvenimenti che ruotano intorno ad uno strigo, Geralt di Rivia. Si riconosce dai suoi capelli bianchi, i quali sono unici essendo anche il prodotto delle mutazioni subite.

Geralt è diverso anche perché rispetto agli altri Strighi ha un codice particolare: non uccide tutti i mostri, solo quelli che mettono davvero a repentaglio la vita delle persone, escludendo le creature senzienti o in via d’estinzione (tipo i draghi).

 

Geralt oltre che essere un bravissimo strigo è anche un personaggio davvero interessante.

Così interessante che oltre ai libri che parlano della sua saga ci sono anche fumetti, film e videogiochi.

In particolare vi citerò la Serie TV The Witcher, prodotta da Netflix, che si basa sui primi racconti dello Strigo e che merita attenzioni particolari da parte di tutti gli amanti del Fantasy, per la sua fedeltà ai racconti, per la sua incredibile attenzione ai dettagli, per la regia, per la cura nelle voci…

Insomma, per tutto.

 

Ovviamente, guardatela in lingua (non in polacco che è un casino).

 

Toss a coin to your Witcher, o’ Valley of Plenty.

Luca Casadio

 

 

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