Elliott Erwitt, il fotografo libero su commissione, porta la “Family” al MUDEC

Erwitt è uno dei maggiori fotografi del ‘900, adesso al MUDEC a Milano con la mostra “Family”. Famoso per i suoi scatti unici in bianco e nero ha realizzato servizi per brand di fama mondiale.

Percorrendo via Tortona fino al civico 56, si ha modo di ammirare una delle strade più cool di Milano, un assaggio di quella che sarà la mostra fotografica “Elliott Erwitt. Family”, esposta al MUDEC, in anteprima assoluta, fino al 15 marzo 2020.

Il fotografo statunitense già diverse volte ha presentato i suoi lavori in Italia e adesso, all’età di 91 anni, insieme a Biba Giacchetti, curatrice della mostra, ha selezionato personalmente gli scatti della collezione.

Una raccolta di fotografie che rappresenta sia scene ricreate ad hoc da Erwitt, su richiesta di brand che gli hanno commissionato i servizi, che momenti privati della vita di amici e familiari. Scatti che hanno un comune denominatore, appunto: la famiglia.

Perché la famiglia? E perché raccontarla attraverso la fotografia è così calzante?

“Niente è più assoluto e relativo, mutevole, universale e altrettanto particolare come il tema della famiglia. La famiglia ha a che fare con la genetica, il sociale, il diritto, la sicurezza, la protezione e l’abuso; la felicità e l’infelicità. […] Niente è capace di scaldare di più gli animi, accendere polemiche, unire e dividere come il senso da attribuire al termine famiglia.”

E a ben vedere, niente come la fotografia è vicino al tema della famiglia: un dispositivo che sin da subito è stato la risposta concreta al desiderio di conservare i ricordi. Un bisogno che attraversa tutte le classi sociali ed annulla le differenze: racchiudere in un album di famiglia gli eventi che costituiscono le tappe importanti di un’esistenza.

Un’esigenza subito intercettata dai brand più importanti che, compreso il potenziale nascosto dietro la tematica familiare, in moltissimi casi hanno pensato di avvalersene per raccontare un po’ di sé e fare breccia nel cuore dei consumatori. In che modo? Commissionando la realizzazione di servizi fotografici che dessero davvero la sensazione di far parte di una famiglia, entrare nelle loro case, nella quotidianità delle persone rappresentate.

Erwitt non si è mai privato della gioia di scattare per se stesso, ma in diverse occasioni è stato il “manovale” di questa finzione. Una cosa, però, non ha mai dimenticato di fare: mettere il suo sguardo nel mirino, un attimo prima dello scatto, e restituirci un po’ della sua irriverenza.

 

Rosaria Vincelli

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