Matrix – A Life Trilogy

“Matrix è un sistema, Neo. E quel sistema è nostro nemico. Ma quando ci sei dentro ti guardi intorno e cosa vedi? Uomini d’affari, insegnanti, avvocati, falegnami… le proiezioni mentali della gente che vogliamo salvare. Ma finché non le avremo salvate, queste persone faranno parte di quel sistema, e questo le rende nostre nemiche. Devi capire che la maggior parte di loro non è pronta per essere scollegata. Tanti di loro sono così assuefatti, così disperatamente dipendenti dal sistema, che combatterebbero per difenderlo.” Matrix – Lana & Lilly Wachowski

Il secondo capitolo di questa trilogia prende il nome da uno dei film di fantascienza più importanti del XX secolo. Morpheus ci mette in guardia da quella che crediamo essere la vita reale: la corsa alla popolarità, la necessità costante di approvazione, il consumismo frenetico, tutto questo ha contribuito a distorcere a tal punto le nostre vite da non riuscire più a riconoscere la realtà.

“Hai mai fatto un sogno tanto realistico da sembrarti vero? E se da un sogno così non ti dovessi più svegliare? Come potresti distinguere il mondo dei sogni da quello della realtà?”

E il film delle sorelle Wachowski mi sembrava un’analogia molto calzante. Come per Platone nel Mito della caverna, quella che è solo una proiezione, un’ombra su una parete, ci appare come la vita reale. Il mondo distopico in cui volutamente viviamo nasconde le nostre insicurezze, le nostre paure, le delusioni. Voi quale pillola scegliete?

 

Simone Passaro

 

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