Matilde Serao, se la perseveranza deriva da un plagio

Se è sicuramente da lodare la perseveranza di Matilde Serao (scrittrice napoletana di fine Ottocento/inizi Novecento) questa ha contribuito a forgiarne il carattere molto contraddittorio, spesso dichiaratamente “antifemminista”.

Molto tenere a mio avviso le parole indirizzate all’amico Bonavenia, in una lettera scritta nel periodo della giovinezza. Tenere perché ne delineano i caratteri più intimi, anche se il contenuto fa riflettere circa la condizione della donna in generale. Di seguito un estratto:

“Io sto bene come salute fisica […] come salute morale sono in un periodo di produzione febbrile da far paura: scrivo dappertutto e di tutto con una audacia unica, conquisto il mio posto a furia di urti, di gomitate, col fitto ed ardente desiderio di arrivare, senza aver nessuno che mi aiuti o quasi nessuno. Ma tu sai che io non do ascolto alle debolezze del mio sesso e tiro avanti per la via come fossi un giovanotto”.

 

 

 

 

Se ti è piaciuta questa pillola, qui troverai anche un articolo completo su Matilde Serao: Matilde Serao – la prima donna a fondare un giornale

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