La Testata – TLI a Ecomondo 2019: perché?

Si è appena conclusa l’ultima edizione di ECOMONDO, l’evento organizzato ogni anno da Italian Exhibition Group presso la Fiera di Rimini.

Noi de La Testata – Testa L’Informazione siamo stati ospiti della fiera anche quest’anno e abbiamo presentato tutte le novità e i topic caldi dell’ultima edizione in quest’articolo.

Abbiamo parlato di cos’è Ecomondo, ma oggi vi spiegheremo perché Ecomondo.

La presenza di un pubblico formato per la maggior parte da imprenditori e, in generale, professionisti del settore dell’ecologia è scontata ma questo non significa nulla: sfido chiunque, estraneo al settore, a camminare tra il quartiere fieristico, progettato dallo Studio GMP di Amburgo, che per l’evento progettò la struttura di 460 mila metri quadrati, suddivisa in 16 padiglioni monoplanari e sale convegni da 730 posti e non uscirne con una coscienza ecologica totalmente rinnovata!

Ecomondo è solo per gli ecologisti!

No. Ecomondo è per gli amanti del progresso tecnologico, scientifico ed economico eco-friendly.
Non troverete i manifestanti che vi inviteranno ad alzare le cicche da terra, piuttosto avrete la possibilità di incontrare ingegneri illuminati che vi presenteranno i loro incredibili brevetti per il risanamento dei centri urbani dalle cicche.
Non è propaganda, ma pura divulgazione scientifica.

Attraversando gli innumerevoli stand abbiamo la possibilità di scoprire come riorganizzare la nostra vita dalle basilari azioni quotidiane: dall’impianto di recupero della plastica domestica, ai punti raccolta per il compost – utile per chi ha un orticello sul terrazzo – , fino ad arrivare all’impianto fotovoltaico ecosostenibile.

Non bisogna essere ecologisti militanti per poter apprezzare l’incredibile concept dietro la fiera Ecomondo: la vita è tutta una questione di scelte, qualsiasi cosa può essere condotta in modo ecosostenibile se solo lo vuoi!
Scordatevi lo stereotipo dell’industria/ecomostro che produce a spese degli ecosistemi, qui troverete la giusta sintesi tra rispetto dell’ambiente e alti tassi di produttività per soddisfare un’economia sempre più affamata.

E poi all’improvviso… i Gaudats Junk Band!

Mentre cercavo i miei compagni di avventure tra i padiglioni della fiera, mi sono perso tra le tartine alla feta e salmone di uno stand e lo spritz di un altro (shh… non ditelo alla caporedattrice) e non appena finito di scroccare sento una musica provenire da lontano.
Riconosco subito le note di Could You Be Loved di Bob Marley e Another One Bites The Dust dei Queen provenire da uno stand sponsorizzato dal gruppo Eni che scopro che per l’occasione ha chiamato una delle band più monnezzare della scena italiana: i Gaudats Junk Band.

Il sostantivo Junk (spazzatura, dall’inglese) dice già abbastanza sulla natura originale di questo gruppo: tutti gli strumenti musicali suonati dalla band sono ricavati da scarti e rifiuti che erano destinati a decomporsi (tra mille anni, forse) ma che ora tornano in vita e animano questa meravigliosa serata di Rimini.

Ecco una delle loro performance live:

 

 

Fonti e approfondimenti: https://www.ecomondo.com/

Antonio Alaia

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