Il film, previeni la demenza senile

Non mi odiare, anche se il titolo fa pensare ai film come preventivo per la demenza senile qui si parla d’altro, non ho mai amato i clickbait ma questo titolo mi sembrava proprio carino.

Il film dalla sceneggiatura alla distribuzione è un libro, quindi ‒ se non ti interessa ‒ non voglio sottrarti tempo.

Spesso, passeggiando per Napoli, mi imbatto in un set cinematografico, così ‒ al pari di un saggio vecchietto con un cantiere – resto fermo ad osservare le decine di figure che interagiscono tra loro e con i macchinari.

Il film – dalla sceneggiatura alla distribuzione è un libro di Vincenzo Buccheri, illustra il processo e le figure occupate per la realizzazione di una pellicola dall’ideazione fino alla distribuzione nelle sale, con maggiore concentrazione sulla sceneggiatura, regia e montaggio. Senza nessuna pretesa, il testo è abbastanza esaustivo per comprendere le basi del mondo cinematografico. Particolarmente adatto non solo per chi vuole muovere i primi passi in quest’ambito ma anche per gli appassionati e tutti coloro i quali amano imparare cose nuove ogni giorno.

Infatti, conoscere qualche trucchetto è particolarmente importante per godere di più qualsiasi opera d’arte, così se per gli amatori della pittura c’è una certa piacevolezza anche rispetto alla scelta delle tinte e del tipo di colore utilizzato dall’artista, un cultore di filmografia potrà divertirsi con la messa in scena di inquadrature che danno un particolare effetto o addirittura tagli che sovvertono al modo classico di montare le scene.

L’altra sera, per esempio, munito di popcorn e coca cola ‒ come da peggior cliché ‒ guardavo attentamente la serie Mindhunter e ad un certo punto è iniziata un’alternanza di scene girate dall’interno e dall’esterno. Avevo letto nel libro che per non disorientare l’osservatore tra un ambiente e un altro si inseriscono degli elementi di raccordo per garantire continuità comunicativa.

Mettiti per un momento comodo e immagina una scena in cui un attore sta per aprire una porta e subito dopo, nell’inquadratura successiva, la chiude lasciandosela alle spalle. Di solito nella realtà l’esterno del palazzo e l’interno potrebbero non appartenere allo stesso edificio e per dare l’impressione che l’attore sia entrato effettivamente a casa sua, per esempio, nel teatro in cui è stato allestito l’interno dovrà comparire la stessa porta. Alcune volte vengono ricreati identici, in altre occasioni gli elementi di raccordo sono smontati e rimontati continuamente.

Così per quanto riguarda Mindhunter mi sono divertito a seguire con gli occhi l’alternanza delle varie finestre dell’edificio, sia in interno che in esterno e ho imparato ad apprezzare anche il lavoro di chi non compare davanti la cinepresa.

Ma, in realtà, il libro è adatto un po’ a tutti, questo perché durante le nostre scelte creative gli spunti per realizzare qualcosa di bello arrivano da ogni esperienza. Maggiori saranno maggiore potenzialità avremo a disposizione.

Ti trovi in vacanza e vorresti fare una foto alla tua dolce metà evitando di escludere un paesaggio davvero mozzafiato. Ora, se da un lato è vero che l’intelligenza artificiale del tuo telefonino fa un grosso lavoro garantendoti un’immagine molto bella, sapere alcune regole di inquadratura può aiutarti a realizzare uno scatto migliore.  Per esempio conoscere i punti di taglio della figura umana ti eviteranno foto in cui lei sembra decapitata o tagliata a metà con una sciabola. Analogamente riuscire a realizzare un’ottima inquadratura potrà garantirti l’armonia giusta tra i vuoti e i pieni, il che non ti fa diventare milionario ma ti cambia sensibilmente la vita, la creatività dona colore ai giorni, magari ti ricapiterà di rivedere lo scatto e oltre a essere felice per il ricordo della vacanza sarai compiaciuto per la bellezza della foto.

Ovvio ognuno ha le sue priorità e preferenze.

In definitiva consiglio questa lettura a tutti colori i quali amano conoscere ogni giorno qualcosina in più, inoltre fa pure bene. Infatti secondo gli scienziati tra le varie abitudini sane che ritarderebbero l’insorgere di demenza senile, imparare ogni giorno qualcosa figurerebbe tra queste, ammettilo, il titolo non è stato poi così a tradimento.

Per quanto mi riguarda, ormai vecchio nell’animo, dopo la lettura del libro ho iniziato a commentare le varie azioni e i piccoli errori della troupe, al pari di un sedicente tuttologo, con la buona pace della mia compagnia.

Raffaele Iorio

 

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