Nelle puntate precedenti: Orphan Black

Ehi… ciao. Se sei qui, forse stai cercando una nuova serie tv da seguire. Qualcosa che ti ispiri, che ti prenda. Un telefilm che non sia pesante ma neanche troppo leggero, che non sia scontato ma neanche impossibile da decifrare. Ho capito bene? Ottimo, allora credo proprio d’avere il consiglio giusto per te.

Rullo di tamburi… taratatà… il titolo è… taratatà… Orphan black.

Mai sentito? Non ti preoccupare, te ne parlo io.

Orphan black è una serie tv di matrice fantascientifica e anche un po’ futurista che solleva questioni sulle implicazioni morali ed etiche della clonazione umana e sui suoi probabili effetti. Consta di cinque stagioni, ognuna composta da 10 episodi, tutti disponibili su Netflix. Bello vero? Netflix santo subito!

Digressioni a parte, andiamo avanti…

Il telefilm narra le vicende di Sarah Manning, un’orfana scriteriata e mamma single che per sua sfortuna assiste al suicidio di una donna identica a lei, di nome Beth. Sarah, che è una brillante truffatrice e sempre al verde, decide di cogliere questa disgrazia come un’opportunità. Si finge Beth ed entra nella sua vita personale e professionale con l’intento di prosciugare il conto corrente e scappare con sua figlia. Scoprirà ben altro e la sua scoperta sarà sconcertante. La paralizzante somiglianza con Beth non è una semplice coincidenza: lei e Beth sono vittime inconsapevoli di un esperimento di clonazione umana. Beth era sua clone-sorella.

Inizia a prenderti, vero?

La storia si inerpica così in una serie di eventi farciti da una buona dose di suspense e azione. Man mano che si procede si uniscono i tasselli che chiariscono, nel senso lato del termine, la situazione.  Tra sfide e pericoli, Sarah troverà altre sue sorelle sparse nel Nord America e in Europa, tutte unite dalla minaccia del movimento scientifico che le ha create, chiamato Neoluzione. Il movimento, che affonda le radici nella influente e ricca società biotecnologica, ritiene che gli esseri umani possano utilizzare la ricerca per pilotare la loro evoluzione, creando così esseri umani perfetti.

Pazzesco, e c’è dell’altro… A rendere unica questa storia non è solo la fitta trama ma anche la romanzata drammaticità di sottofondo. Pensavate che fosse solo scienza e noia? E invece no, ci sono anche storie d’amore, tante storie d’amore quanti sono i cloni.

Ne vedrete delle belle.

I cloni sono tutti diversi tra loro non solo nell’abbigliamento, ma anche per carattere.

C’è Cosima, intelligente studentessa di biologia, omosessuale. Si divide tra la ricerca della soluzione al malessere che consuma lei e gli altri cloni e la storia d’amore con Delphine, sua apparente nemica.

Helena, clone psicotico che, incurante del suo “stato interessante”, ammazza chiunque intralci il suo cammino facendosi giustizia da sola. Non mancheranno, però, occasioni in cui mostrerà un cuore dolce come un delizioso cremino.

Allison, mogliettina perfetta degli alti borghi e casalinga impeccabile si destreggia tra una crisi nevrotica e una gara d’addobbi tra vicine.

Rachel, clone cresciuto dalla Neoluzione ha condotto una vita agiata e senza limiti. Impone il suo primato su tutte le altre, tanto da cercare di neutralizzarle.

E poi chissà che non ce ne siano altre nel corso della visione, mica posso svelartele tutte!

In conclusione, é divertente mettere a confronto varie persone che hanno lo stesso viso ma che sono, in sostanza, differenti. Inoltre, grazie a questa diversità, la serie riesce a toccare argomenti molto attuali e forse anche spinosi come l’amore LGBT, l’infertilità, i rapporti etico-sociali. Amicizia, amore, genitorialità… Insomma ce n’è per tutti i gusti, con questo ricco banchetto non si rischia di rimanere delusi.

L’approvazione della serie è legata in parte alla camaleontica Tatiana Maslany, che ha interpretato magistralmente tutte queste sfumature. Candidata ai Golden Globe come migliore attrice nel 2014 nella categoria Miglior attrice in una serie televisiva drammatica, ha vinto gli Emmy nel 2016 nella medesima sezione.

Vuoi sapere una curiosità? L’attrice ha confidato che, per calarsi in tutte queste parti differenti, per non perderci la testa, ascoltava musica diversa per ogni clone.

Figo, no?

Allora, ti ho incuriosito? Ti ho visto che sei corso su Netflix a cercarla.

Buona visione!

 

Olimpia Branno

 

 

 

 

 

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