Mi è sembrato di notare un plagio

Prendete una chitarra, fate il giro di do maggiore e avrete suonato il 70% dei brani made in Italy del ventennio ’60-’80, facile no?
Beh, non è proprio così.

A cavallo degli anni ’50-’60 cominciò a nascere il rock e assieme esso nacquero riff rimasti leggendari (Immigrant Song dei Led Zeppelin oppure Smoke on the water dei Deep Purple) e melodie che vennero sfruttate dall’industria musicale fino allo sfinimento.

Le note, contando diesis e bemolli, sono in tutto dodici; pochine per milioni di band ed artisti, e invece no.

Le note si possono rigirare all’infinito trovando migliaia di variazioni, anche se quelle stesse strutture sono state usate per la composizione di altri brani.

Una canzone può ispirarsi ad un’altra (Appino – La festa della liberazione con DesolationRow di Bob Dylan, ad esempio),oppure un’artista avente gli stessi gusti di un altro artista può creare qualcosa di simile, ma non uguale.

Quindi, il concetto di plagio deve essere trattato con cura e senza superficialità altrimenti tutti saremmo il plagio di tutti, partendo dagli anni primordiali del rock dove ogni melodia era rappresentata – in maniera elettrica da Chuck Berry e posteri fino ad andare a 30 anni prima con Robert Johnson armato solo di voce e chitarra–dal classico giro blues formato, esempio di Do, da DO(I°) – FA(IV°) – SOL(V°).

Ma dopo tutta questa simpatica analisi sulla somiglianza di brani, quindi l’intrecciarsi di gusti musicali identici, possiamo trovare anche il furbone che copia spudoratamente e senza amor proprio un brano, soprattutto se è bello e,soprattutto, se è di un autore poco famoso; tanto chi lo conosce?

Ed ora, vediamo un po’ chi si merita un posto ad honorem nel girone infernale dei plagiatori.

1) Vanilla Ice – Ice Ice Baby vs. Under Pressure (Queen ft. Bowie).

Conosciamo benissimo il famoso giro di basso di Under Pressure, divenuto immortale assieme ad altri riff dei Queen, ma il rapper Vanilla Ice provò a fare il furbone e copiò il giro di basso iniziale inserendoci le due note di pianoforte finale.

Messo davanti all’evidenza, cercò di salvarsi in calcio d’angolo affermando di scherzare… Ma le regine non apprezzarono lo scherzo e gli fecero causa.

2)AlBano – I cigni di Balaka vs. Michael Jackson – Will You Be There

In due momenti storici l’Italia ha umiliato il colosso a stelle e strisce: la notte del 10-11 ottobre 1985 con la crisi di Sigonella e nel 1997 quando Al Bano portò Michael Jackson in tribunale per il presunto plagio del brano I cigni di Balaka.

I fatti raccontato di un Michael Jackson molto tranquillo e ridente, ma gli passò la voglia quando il giudice diede ragione ad Al Bano ed il re del pop dovette risarcirlo con quattro milioni di lire.

3) The Beach Boys – Surfin’USA vs. Sweet Little Sixteen – Chuck Burry

Durante lo sviluppo del rock ‘n roll, veniva usato, come affermato prima, il classico giro blues quindi i brani erano molto simili ed è proprio in questo periodo che ci fu una delle prime accuse di plagio.

Il cantante dei Beach Boys tentò di difendersi affermando che le sue canzoni erano un tributo a Chuck Berry e che, durante i live, spesso suonava cover di quest’ultimo, ma il manager della band decise di cedere gli introiti a Berry per paura di una causa legale.

4) Led Zeppelin – Stairway To Heaven vs. Taurus – Spirit

Ci sono due tipi di musicisti al mondo: chi sa suonare Stairway To Heaven e chi mente affermando il contrario.

Definita una delle più belle canzoni di sempre, la punta di diamante del IV album degli Zeppelin cadde in una controversia legale dato che l’arpeggio iniziale è identico alla canzone Taurus del gruppo Spirit, uscita due anni prima del brano incriminato.

Una controversia legale che, purtroppo, non è ancora finita.

5) Green Day – Jesus of Suburbia vs. Motley Crue – On With The Show/ Johnny Cash – Ring of Fire

Nemmeno i Green Day si sono rivelati degli stinchi di santo in materia di plagio e ciò possiamo notarlo in City of Damned e Tales From Another Broken Home, entrambe mini canzoni appartenenti al brano Jesus of Suburbia.

Billie Joe Armstrong ha sempre ammesso di essere un ascoltatore dei Motley Crue, quindi inutile chiedersi la fonte d’ispirazione.

Per quanto riguarda Ring of Fire, ho personalmente un ricordo che conferma la tesi di plagio.

Il 2 settembre 2012 si tenne a Bologna l’I-Day Festival, divenuto tristemente famoso per l’annullamento del concerto dei Green Day date le condizioni fisiche del cantante.

Dopo l’esibizione degli All Time Low e Angels and Airwaves, salirono sul palco i Social Distortion e, come bomba di fine concerto, portarono una loro famosissima rielaborazione di Ring of Fire.

Inutile dire che 20.000 presenti cantarono Tales from Another Broken Home ignorando completamente l’esistenza del brano targato Cash.

Antonio Vollono

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