A lezione di criminologia il thriller è dietro l’angolo

Quando sei sulla scena del crimine, la primissima cosa da fare è…

Immaginatevi in aula, seduti al vostro banchetto, laptop aperto davanti al naso e dita pronte a scattare sui tasti, desiderose di immortalare nero su bianco qualche preziosa perla di conoscenza. Immaginate il professore che parla in piedi con il microfono in mano, camminando tra gli studenti. Sembra una rockstar, con mille occhi e altrettante orecchie puntati addosso, con quella suadente voce alla Carlo Lucarelli. E voi siete le sue groupies.

Quella a cui state assistendo, più che una lezione di Criminologia è un thriller di quelli tosti, da cui non riesci a staccarti e devi sapere come va a finire. E voi di thriller ne avete librerie piene, voi i thriller li leggete da quando vi hanno spiegato che in biblioteca i libri ve li davano gratis, voi addirittura i thriller li scrivete e su di essi volete costruirci una carriera da scrittore parallela a quella da criminologo.

E allora immaginate se il vostro professore di Criminologia un bel giorno esordisse con la frase “Quando sei sulla scena del crimine, la primissima cosa da fare è…” pausa a effetto con tanto di ghigno sul volto.

…assicurarvi di non essere voi quelli stesi a terra in mezzo alla stanza”.

Boooooooooooooom, vi ha fregati un’altra volta, vi ha spiazzati, vi ha sorpresi e vi ha regalato, con una sola frase, il migliore dei thriller che voi abbiate mai sentito. Vi ha letteralmente uccisi.

Già, perché in quella semplice frase è presente tutto ciò che c’è da aspettarsi da un ottimo thriller.

Quando sei sulla scena del crimine, la primissima cosa da fare è…” .

La prima parte è tutto, perché crea la suspense: vi tiene lì, in sospeso, facendovi rimanere in attesa di quella chicca di sapienza che uno studente di criminologia brama come l’aria. Vi siete iscritti al corso solo per questo momento, per conoscere qual è il segreto per essere un buon investigatore. E ora, sembra proprio che il vostro mentore abbia deciso di svelarvi qual è la primissima cosa da fare su una scena del crimine. E voi non vedete l’ora di saperla, di metterla in pratica un giorno, si spera non troppo lontano.

E a un certo punto, in un attimo di lucidità, vi rendete conto che è questo ciò che fa un buon thriller: crea l’attesa e la fa crescere e montare fino a che non riuscite più a staccare gli occhi dalle pagine.

L’attesa cresce e monta, e poi… Pausa a effetto con tanto di ghigno.

Sale ancora, fino a toccare il punto più alto, quell’apice che non vi fa dormire la notte, perché la soluzione potrebbe essere tra poche righe come nell’ultima pagina del romanzo. Ma voi sapete che è questo il momento che avete sempre sognato. E siete lì, testimoni dell’avvenimento di una vita.

Booooooooooom. La primissima cosa da fare sulla scena del crimine è semplicemente “… assicurarvi di non essere voi quelli stesi a terra in mezzo alla stanza”.

Se foste personaggi di un manga giapponese, a questo punto, vi disegnerebbero con il mascellone caduto sul tavolo. Già, perché la seconda parte della frase rappresenta il perfetto colpo di scena, immancabile in qualsiasi thriller degno di questo nome, l’altra faccia della medaglia insieme alla suspense. Ciò che vi rimette con i piedi per terra, che vi sbatte in faccia quanto siete stati stupidi e ingenui fino a quel momento, che vi mostra cosa non avevate visto pur essendo stato sempre lì davanti ai vostri occhi: finalmente vi accorgete del cadavere in mezzo alla stanza, finalmente capite che la soluzione più semplice, a volte, è anche la più inaspettata.
Vi eravate immaginati chissà quale strabiliante segreto per scovare l’indizio decisivo, o il trucco per entrare nella testa dell’assassino o, ancora, come far “parlare” la vittima con qualche tecnica da medico legale e invece non avevate pensato che, in questa storia, dovevate concentrarvi semplicemente sul cadavere e, soprattutto, che quel cadavere potrebbe benissimo essere il vostro.

Il colpo di scena nei thriller, come nella vita, vi dà una lezione che non dimenticherete mai. La suspense vi fa toccare il cielo, mentre il colpo di scena vi spezza le ali e vi fa precipitare come angeli caduti sulle vostre certezze, sulle vostre ambizioni di conoscenza, vi fa schiantare contro il muro della vita.

Quella a cui avete assistito oggi, seduti al vostro banchetto, non è una lezione di Criminologia, né una lezione su come scrivere un buon thriller. Ma vi servirà per essere, un giorno, un buon criminologo, o anche per diventare un buon scrittore di thriller. Quella a cui avete assistito oggi è una lezione di umiltà.

Luca Rinaldi

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