Riconquista il tuo tempo e salta la scala sotto il muro

Scritto dal creatore del blog EfficaceMente, Andrea Giuliodori, il libro affronta con esempi pratici i temi della distrazione, procrastinazione, multitasking e altri ancora al fine di riprendere il controllo del proprio tempo.

Giorni fa, durante un aperitivo al bar, discutevamo su quanto il contesto inficiasse sulla personalità degli individui. Ma l’attenzione del nostro discorso ruotava intorno a questa domanda: “fino a che punto sono da giustificare certi atteggiamenti?”.

Immediatamente mi è venuto in mente che senza esempi virtuosi è davvero difficile evadere da qualsiasi contesto, indipendentemente dall’intelligenza.

Così, in passato, quando guardandomi intorno non c’era nessuno che mi aiutasse con il problema di turno, mi rifugiavo in qualche libro, alcuni dei quali di self help.

Durante gli anni ho sempre sentito pareri contrastanti intorno al mondo della crescita personale, un’eterna battaglia tra chi sostiene che siano emerite baggianate e chi le trova molto utili. Non è tutto oro quello che luccica, questo è certo, ma se si ha un buon senso critico e una spiccata curiosità nell’approfondire con libri specialistici, leggerli può risultare un efficace alleato per emarginare molti comportamenti dannosi: si pensi al mito di Sisifo, ogni giorno costretto a spingere un masso sulla cima di una montagna e mentre sta per giungere alla vetta, periodicamente costretto a ritornare in fondo, una costante per tutta la vita.

Personalmente con gli impegni mi sentivo un po’ Sisifo, mille faccende mi pesavano sulla coscienza e mi sembrava di non portare mai a termine nulla. Così mi è giunto sotto mano Riconquista il tuo tempo ed è quello di cui voglio parlarvi oggi.

Scritto dal creatore del blog EfficaceMente Andrea Giuliodori, il libro affronta con esempi pratici i temi delle distrazioni, procrastinazione, multitasking e altri ancora per riprendere il controllo del proprio tempo.

Sembra la solita sciocchezza da “para-guru”, come li definisce l’autore stesso, ma il libro è ricco di spunti interessanti che traggono origine da esperimenti psicologici affidabili:

Fare multitasking è inefficace perché comporta degli elevati costi di context switching, ovvero di cambio di contesto. […] Come dimostrato dalla ricercatrice Gloria Marks della University of California, ogni volta che passiamo da un’attività all’altra impieghiamo circa 25 minuti (23 minuti e 15 secondi per l’esattezza) per ritornare al livello di concentrazione che avevamo raggiunto prima del cambio di compito.

Si attinge da una scoperta per poi creare una strategia utile per sfruttare al massimo le nostre potenzialità, in questo estratto l’autore, suggerisce di programmare i nostri impegni in blocchi tematici evitando per esempio di vedere il telefonino ogni 10 minuti. Una volta compreso l’enorme costo che ci comportano le distrazioni, sarà meno difficile cedere ad esse.

Pregio di un non specialista, a volte, è la maggiore semplificazione di concetti altrimenti difficili da digerire. Andrea possiede una scrittura molto limpida, oltre che per la semplicità della sintassi anche per la struttura delle argomentazioni, uno schema ciclico: inizia col trattare un tema per poi ritornare in conclusione sullo stesso, alla fine un piccolo riassunto dei concetti più importanti chiude il cerchio. Il tutto unito ad una scrittura godibilissima; l’autore eccita l’attenzione grazie ad uno stile saltellante, l’inserimento di citazioni inerenti, dialoghi fittizi con un probabile dissidente, riflessioni intelligenti e qualche aneddoto, una simmetria tra piacevolezza e esaustività che farebbe invidia a molti:

“[…] Il professore invece si ferma e domanda ai suoi studenti:

‘Secondo voi quanto pesa questo bicchiere d’acqua?’

Gli studenti sembrano un po’ spiazzati da questa domanda, ma in molti rispondono; il bicchiere ha certamente un peso compreso tra i 200 e i 300 grammi. Il professore aspetta che tutti gli studenti abbiano risposto e poi propone il suo punto di vista:

‘Il peso assoluto del bicchiere d’acqua è irrilevante. Ciò che conta davvero è per quanto tempo lo tenete sollevato […] il peso del bicchiere non è cambiato. Eppure, più il tempo passa, più il bicchiere sembra diventare pesante. Lo stress e le preoccupazioni sono come questo bicchiere d’acqua. Piccole o grandi che siano, ciò che conta è quanto tempo dedichiamo loro […]’.

Bisogna stare attenti comunque, chiunque oggi può aprire un blog e parlare di materie a lui sconosciute, non sempre le persone sono così coscienziose nel capire i propri limiti e le proprie abilità. L’unica garanzia è offerta da chi propone i contenuti, e per questo trovo utile guardare con sospetto molti autori.

Tuttavia siate curiosi, esistono tanti comportamenti nocivi che ereditiamo dai nostri antenati, la loro comprensione ci permette di creare strategie utili ad arginarli.

Ritornando alla discussione nel bar, spesso guardo ai libri come le scale capaci di farci scavalcare i muri dei contesti, e guardo con tristezza a coloro i quali sono state spezzate le gambe, consapevolmente e non.

Ma poi rimprovero a me stesso la presunzione di credere di essere migliore degli altri, pertanto taccio e continuo a bere una cedrata accompagnato dal chiacchiericcio di chi mi sta intorno.

 

Raffaele Iorio

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