Il Teatro cerca Casa: il risveglio dell’Arte e del confronto

Una piacevole serata all’insegna dell’Arte e dello Spettacolo nella comodità di un salotto qualsiasi. Questo è Il Teatro cerca Casa, una rassegna teatrale a tutti gli effetti, ma soprattutto un teatro itinerante, che porta in scena i suoi spettacoli in diversi appartamenti di Napoli e provincia per unire alla meraviglia della rappresentazione l’intimità delle mura domestiche.

Ideato dal noto drammaturgo Manlio Santanelli, organizzato da Livia Coletta e Ileana Bonadies, Il Teatro Cerca Casa è oramai alla sua settima edizione, seguitissimo, nonché di grande levatura artistica.

In seguito alla visione di una esibizione densa ed emozionante, la lettura di un racconto di Herman Melville, Bartleby, lo scrivano, a opera dell’attore Enzo Salomone, ho avuto modo di scambiare due chiacchiere con le organizzatrici dell’evento, in particolar modo con Livia Coletta, che ha gentilmente accettato di rispondere ad alcune domande per  La Testata – Testa l’informazione.

Com’è nata l’idea de Il Teatro Cerca Casa?

“Il direttore artistico, Manlio Santanelli, in un tempo in cui il teatro languiva particolarmente, consultò alcuni attori amici e li trovò tutti d’accordo sull’ipotesi di portare alcuni spettacoli in appartamenti. Tutto questo accadeva 8 anni fa.”

Quale obiettivo si cela dietro questa iniziativa?

“Dare lavoro a professionisti momentaneamente liberi e, al contempo, rinfocolare l’amore per il teatro – e quindi per la cultura – in coloro che se ne erano allontanati.”

Ci sono dei requisiti specifici che uno spettacolo deve possedere per essere ritenuto idoneo alla messa in scena?

“Deve trattarsi di uno spettacolo semplice, della durata massima di circa un’ora, e possibilmente basato su una parola alta ed espressiva, che possa fare a meno della scenografia; non si escludono però spettacoli musicali.”

E cosa fa di una casa il luogo adatto a ospitare il teatro?

“La passione per il teatro per chi ci vive, un ambiente capace di contenere, oltre lo spazio necessario agli artisti, quello che possa ospitare almeno trentacinque persone regolarmente sedute.”

Chi è il vostro pubblico?

“Il nostro pubblico è trasversale e va da signori di mezza età, quasi sempre professionisti, a giovani interessati al teatro, spesso anche allievi di scuole destinate alla formazione degli attori.”

I più giovani sono oramai abituati al guardare al di là di uno schermo, senza avere un contatto reale con gli attori. C’è un riscontro positivo da parte loro durante gli incontri?

“Il riscontro è estremamente positivo, dal momento che il teatro in appartamento consente un rapporto diretto e privo di convenzioni tra artisti e pubblico. Quest’ultimo, in modo speciale, trova molto gratificante entrare in confidenza con attori che, nel migliore dei casi, è abituato a vedere sul palcoscenico.”

Cosa ne pensano, invece, gli artisti dell’esibizione nei salotti e del contatto diretto con il pubblico?

“Sono particolarmente contenti ed emozionati, perché anche a loro, nel teatro ufficiale, manca quel rapporto umano che si viene a creare negli appartamenti durante e dopo lo spettacolo.”

Si sta davvero perdendo l’Arte o si sta solo evolvendo?

“Non è l’Arte che si perde, ma i suoi fruitori, troppo distratti da manifestazioni che con l’Arte hanno molto poco da spartire.”

 

Direttore artistico: Manlio Santanelli

Organizzazione: Livia Coletta e Ileana Bonadies

Ufficio stampa: Milena Cozzolino

wwwilteatrocercacasa@gmail.com

 

Claudia Moschetti

 

 

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