Quei bravi Pinguini (Tattici Nucleari) della porta accanto

Un gruppo di amici accomunati dalla passione per la musica, una birra dal nome improponibile ed una sola regola: non avere regole.
Sembra presagire uno scenario borderline, che sfiora i limiti dell’apocalittico, e forse in realtà lo fa.

Oppure, “semplicemente”, si tratta della genesi dei Pinguini Tattici Nucleari.

Alzi la mano chi non ha mai ascoltato una loro canzone, nonostante l’ultimo album, Fuori dall’Hype, sia uscito da pochi mesi. Sarete in tanti, sicuramente troppi, ma siete fortunati perché Youtube è vostro amico e potrete rimediare spulciando anche fra i loro primi lavori (Il re è nudo, Diamo un calcio all’aldilà e Gioventù brucata).

Ascoltate un pezzo a vostra scelta, uno solo, e vi basterà per amarli alla follia. O odiarli, perché i PTN non hanno mezze misure, o ve ne dimenticherete all’istante o entreranno definitivamente nelle vostre playlist e nei vostri cuori.

Per questi ultimi di voi, per gli impavidi che ne faranno la propria colonna sonora della vita, sappiate che non c’è più scampo, siete fregati.

Ed è difficile anche solo cominciare a spiegare il perché, il come, ed il preciso momento storico in cui siete stati totalmente soggiogati da questi sei giovani super talentuosi: Riccardo Zanotti (voce), Elio Biffi (tastiera e fisarmonica), Simone Pagani (basso), Matteo Locati (batteria), Lorenzo Pasini e Nicola Buttafuoco (chitarre).

Forse già il nome della band, in se per se, può avervi attirato nella trappola. I membri hanno infatti affermato di aver preso spunto da una birra scozzese – ormai fuori produzione – scovata una sera in una birreria artigianale, la Tactical Nuclear Penguin. Un nome “sgangherato” come loro stessi amano definirlo, d’impatto e divertente, ed il gioco è fatto, avranno già conquistato la vostra simpatia.

E se questo non dovesse bastare, allora saranno i testi delle canzoni a convincervi e a farvi immedesimare.
Il tema prediletto è quello del fallimento, della delusione e della disillusione provocate dal mondo circostante ai danni di un protagonista qualunque, un disadattato che, attenzione, non viene visto in un’accezione negativa, bensì come una “vittima del sistema”, qualcuno che sogna in grande e non riesce a prendere il volo come vorrebbe perché limitato dalle piccole e grandi disavventure della vita. I personaggi delle storie dei Pinguini Tattici Nucleari non sono eroi, non hanno sempre il lieto fine e molte volte, anzi, davvero spesso, vengono fuori un po’ sfigati, in costante ricerca di un proprio posto nel mondo che fatica ad essere trovato.

Il tutto è accompagnato da una musica complessa nella sua semplicità, di un’allegria disarmante e paradossale che cozza con la figura dell’eterno disilluso, stampandoti il motivetto in testa per giorni. Guai a provare a dimenticarlo, ripiomba nelle orecchie come un fulmine a ciel sereno, mentre sei a scuola, sull’autobus, davanti ad un piatto di pasta. Entrano nella tua quotidianità e nemmeno te ne accorgi.

E sarà stato per la particolarissima voce di Riccardo, per  le mille e una citazioni fatte a serie tv, film e tematiche di attualità che invadono i loro testi e, probabilmente, per la faccia da bravi ragazzi della porta accanto che si ritrovano e ci ha tratti tutti in inganno che questi Pinguini sono riusciti a farsi strada nel panorama musicale dell’indie italiano partendo da zero, prendendosi poco sul serio e conquistando, poco a poco, il meritato successo di cui stanno godendo.

Hanno un mondo dentro ed un modo pazzesco di vederlo e descriverlo, quel tipo di visione che fa bene all’anima di chi ascolta.

Continueranno a mostrarcelo così, a modo loro.

E noi ne saremo più che felici.

https://www.youtube.com/watch?v=MQZjkKQGChU

Ilaria Aversa

 

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