Effettivamente ceruleo

Alzi la mano chi, come Ben Stiller, ha sempre immaginato “gli alti vertici della moda mondiale” come una sorta di setta satanica, che sacrifica un bambino per berne il sangue al fine di ottenere l’eterna giovinezza. Per fortuna, il mondo della moda non è del tutto uguale a come viene rappresentato in Zoolander, ma è pur sempre vero che, gran parte di quello che indossiamo e, soprattutto, come lo indossiamo, è tanto spesso deciso da persone, personaggi, qualcuno narra mitologici, che da tempo immemore occupano l’olimpo della moda. Probabilmente, dopo la lettura di queste righe, vi starà ritornando alle orecchie un certo monologo di una signora dai capelli color argento… più o meno le sue parole recitavano così:

“Oh, ma certo, ho capito: tu pensi che questo non abbia nulla a che vedere con te. Tu apri il tuo armadio e scegli, non lo so, quel maglioncino azzurro infeltrito per esempio, perché vuoi gridare al mondo che ti prendi troppo sul serio per curarti di cosa ti metti addosso, ma quello che non sai è che quel maglioncino non è semplicemente azzurro, non è turchese, non è lapis, è effettivamente ceruleo, e sei anche allegramente inconsapevole del fatto che nel 2002 Oscar de la Renta ha realizzato una collezione di gonne cerulee e poi è stato Yves Saint Laurent, se non sbaglio, a proporre delle giacche militari color ceruleo… e poi il ceruleo è rapidamente comparso nelle collezioni di otto diversi stilisti. Dopodiché è arrivato a poco a poco nei grandi magazzini e alla fine si è infiltrato in qualche tragico angolo casual, dove tu evidentemente lo hai pescato nel cesto delle occasioni, tuttavia quell’azzurro rappresenta milioni di dollari e innumerevoli posti di lavoro, e siamo al limite del comico quando penso che tu sia convinta di aver fatto una scelta fuori dalle proposte della moda quindi, in effetti, indossi un golfino che è stato selezionato per te dalle persone qui presenti, in mezzo ad una pila di roba”.

Ebbene, quei pochi presenti di cui ci parla Miranda nel monologo sopracitato, sono proprio quegli dèi dell’olimpo a cui accennavamo poco fa, coloro che negli anni, in modi e stili diversi, hanno creato dei dettami nel mondo della moda che poi, inevitabilmente, sono stati somministrati a noi comuni mortali, un po’ come il maglioncino effettivamente ceruleo della povera Andy. Ma chi rientra in questa élite? Ecco a voi il gotha della moda.

Al primo posto lei, la donna simbolo di Vogue nel mondo, presente ad ogni sfilata, la donna dal caschetto con frangia, magra fino all’osso e con occhiali scuri sempre pronti all’uso: Anna Wintour. Dal 1988 direttrice di Vogue America, la bibbia per qualsivoglia fashion addicted che si rispetti. Grazie a lei i più importanti fotografi, stilisti e creatori sono arrivati all’apice del successo, grazie a lei le più importanti collezioni di abiti hanno avuto il successo auspicato, grazie a lei, la moda è.

Subito dopo non potevamo non citare l’altro caposaldo del fashion system, Karl Lagerfeld. Un uomo di cui nessuno conosce esattamente l’età: proprio quasi come un personaggio fiabesco sembra esserci infatti da sempre, la sua creatività non invecchia mai. Da diversi anni è il capo esecutivo dei disegnatori di Chanel, ricopre il ruolo di direttore creativo per Fendi, collabora con il brand Chloè, e, inoltre ha una sua linea di abbigliamento e di profumi, la Karl Lagerfeld.

A questo punto, il discorso prende una piega leggermente diversa perché, dopo aver citato i due maggiori esponenti, coloro che da sempre hanno potere decisionale su tutto quello che viene indossato o meno, piuttosto che su quello che viene inserito nelle riviste più importanti di moda oppure no, l’attenzione si sposta su coloro che invece, di fatto, con il loro modo di vestire e di mostrarsi, influenzano ogni giorni milioni di persone. A questo punto, quindi, la prima persona da chiamare in causa è senza ombra di dubbio Rihanna.

Cantante di fama mondiale, all’apice del successo da quasi vent’anni, con il suo stile ha influenzato e continua ad influenzare ogni giorno. Dal modo di vestire alla lunghezza delle unghie, Rihanna, grazie alla sua irriverenza, riesce a riportare alla ribalta capi d’abbigliamento e modi di indossarli che ci sembrano ormai finiti nel dimenticatoio. Se vi dicessi che ad esempio i mom jeans, tanto alla ribalta oggi, non sono mai stati eliminati dalla cabina armadio di Riri?

E per concludere, lady Diana, la principessa di Galles che con la sua eleganza e con la sua classe ha inciso in tutte noi un vero e proprio modo di essere. Non soltanto per i capi indossati ma, come appunto dicevamo in merito a Rihanna, per il modo di indossarli e soprattutto per la sua immagine fortemente identitaria. Ogni suo stile era fortemente studiato e raccontava qualcosa di sé, dai look monocolore a quelli sportivi, di cui molti sono diventati dei veri e propri cimeli. Uno su tutti: l’abito da sera in velluto blu notte indossato nel 1985, durante la cena alla Casa Bianca, in occasione della quale danzò con John Travolta.

 

Carlotta Maschio

 

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