La musica di Noa tra Bach, Napoli e la lotta di una vera attivista

“Shalom everybody”, con questo saluto Achinoam Nini in arte Noa accoglie la sala gremita del Baroq  Art Bistrot di Napoli lasciandoci già saggiare il multicolore di un artista capace di accogliere il mondo dentro di sé.

L’occasione di un incontro speciale che ci accompagnerà al 23 Luglio quando, nella suggestiva location dell’Arena Flegrea, l’artista di origini israeliane sarà in concerto abbracciando il pubblico di Napoli a distanza di otto anni dal suo ultimo concerto al Teatro San Carlo.

Il concerto avrà dei connotati speciali, non soltanto perché sarà accompagnata da musicisti di eccellenza come Gil Dor, Or Lubianiker e Gadi Seri ma anche dalla partecipazione straordinaria dei napoletani Soling String Quartet.

“Cresco nei sobborghi di New York”- ci confida Noa-“e paradossalmente, così lontano dall’Italia, si ascoltavano tanto le canzoni classiche napoletane. Imparo così ad apprezzare questa musica, che anche mia madre adora, ma anche ad aprire gli occhi sul grande tema della migrazione, per coloro che con così tanto sentimento proclamavano la loro nostalgia da casa e, quindi, della commistione tra popoli e culture”.

Noa non è soltanto l’icona di artista polivalente ma è sinonimo di cantautrice, poetessa, compositrice, percussionista e madre che con fierezza afferma il valore supremo della famiglia. Attraverso la sua musica riesce anche a confermarsi attivista convinta dei diritti al femminile e promotrice del messaggio di speranza e di unione del popolo israeliano, sua terra d’origine, con il popolo palestinese.

Lo spettacolo si intitolerà “Letters to Bach from Napoli”, prendendo spunto dal quel suo ultimo disco, prodotto nientedimeno che Quincy Jones uno dei padri della Motown Records,  dedicato a Johann Sebastian Bach. Un disco che non si tratteggia nella convenzionale riproposta di classici ma nel cucire parole nelle polifonie geniali del compositore tedesco.

Un disco denso, che a sua detta è anche una risposta a ciò che succede nel mondo, cela infatti nelle parole addirittura i sentimenti di rivalsa di una donna contro la politica di Trump e della sua visione oscurantista, di sguardi di speranza attraverso un muro che divide il Medio Oriente, come nel caso del brano “Look at me”.

“Gli artisti non devono fare musica seguendo dei trend”- spiega- “ma devono mirare in alto, a qualcosa che rompa gli schemi. Troppi rimangono nella trappola della ricerca del successo, io lavoro solo per il dio della musica. Da giovane ho dovuto lottare anche contro la mia famiglia che nella musica non ci vedeva una reale professione”.

Il concerto si dividerà in tre tranche, brani tratti dall’ultimo disco citato, molti della carriera quasi trentennale dell’artista e ovviamente brani tratti dal repertorio classico napoletano eseguiti con l’ensemble d’archi dei Soling String Quartet.  Una collaborazione questa che va avanti da oltre quindici anni e che ha portato a diversi concerti nel mondo, tra cui anche il progetto “Napoli-Tel Aviv”.

La musica di Noa va oltre la semplice sfera delle note e del tessuto vocale straordinario, un talento che la porta ad esibirsi addirittura alla Casa Bianca e davanti ha tre papi, ma sublima un progetto di pace, l’universalizzazione della musica che non ha tempo e non ha quartiere, che lotta con il suo potentissimo strumento contro gli estremismi, contro le divisioni e contro la paura.

 

Claudio Palumbo