Notte

Anche la notte ti somiglia,

la notte remota che piange muta,

dentro il cuore profondo,

e le stelle passano stanche.

Una guancia tocca una guancia

è un brivido freddo, qualcuno

si dibatte e t’implora, solo,

sperduto in te, nella tua febbre.

 

La notte soffre e anela l’alba,

povero cuore che sussulti.

O viso chiuso, buia angoscia,

febbre che rattristi le stelle,

c’è chi come te attende l’alba

scrutando il tuo viso in silenzio.

Sei distesa sotto la notte

come un chiuso orizzonte morto.

Povero cuore che sussulti,

un giorno lontano eri l’alba.

– Cesare Pavese

foto di Roberto Castiello

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