La prima volta a Roma: come ottimizzare il tuo unico giorno nella città eterna

Che Roma non sia stata costruita in un solo giorno ce lo ricorda un proverbio, ma che un solo giorno non sia sufficiente per ammirarla tutta ce lo ricorda proprio lei, Roma, quando ti affacci al suo balcone e sogni ad occhi aperti. Sì, siamo sulla terrazza più bella d’Italia, si chiama Terrazza del Pincio, ma per arrivare quassù ne abbiamo fatta di strada.

Non vi dirò che potrete vedere tutta Roma in un giorno, ma vi dirò che se avete solo un giorno per venire a Roma potrete vederne i più bei monumenti, armandovi di una bottiglia d’acqua e di un bel paio scarpe da ginnastica.

Siete pronti, miei prodi cavalieri?

Sì?

Bene, allora si parte!

So bene che arrivati alla fine di questo articolo penserete che è impossibile, quindi prima di iniziare vorrei dirvi che tutto quello che leggerete è frutto di un giorno veramente vissuto, quindi sì, se siete abbastanza coraggiosi, un giorno così è veramente possibile.

Siete appena scesi dal treno e non sapete dove andare a parare, la stazione di Roma è capace di farvi impazzire, ma vi assicuro che se alzate gli occhi sarete sicuramente capaci di scorgere una M bianca incisa su un quadrato rosso. Mi dispiace, non parlo del McDonald’s, parlo della metropolitana. Lo so, della metro a Roma ne avete sentite delle belle, ma tranquilli, se mi ascoltate ci salirete sopra solamente due volte.

Prendete la metro B, direzione Laurentina, fate due fermate e scendete a Colosseo. Siate felici, sulla metropolitana ci rimetteremo piede solo per tornare a casa. Usciti dalla metropolitana il monumento di cui tutto il mondo ha sentito parlare almeno una volta nella vita è proprio davanti a voi, basta soltanto attraversare la strada. Mi raccomando, fate attenzione ai semafori, che abbiamo ancora un giorno intero da sfruttare e non vogliamo finire in ospedale! Il Colosseo potete arrivare anche a toccarlo con mano, girarci intorno, fotografarlo in ogni angolo, fare il biglietto ed andarlo a vedere dentro…

Usciti da questo ritorno al passato, mettetevi di spalle al Colosseo e guardate dritta la metropolitana da cui siete venuti. Ora girate a sinistra e camminate: il nostro giro turistico è appena cominciato! Percorrendo la strada e seguendo i turisti, vi troverete di fronte giocolieri, artisti di strada, suonatori e disegnatori e, insieme a loro, potrete ammirare a destra e a sinistra i nostri Fori Imperiali, assaporandone, grazie ai cartelloni, anche qualche pezzo di storia.

Al termine di questo percorso, troverete alla vostra sinistra l’Altare della Patria, con bandiere fluttuanti e uomini a cavallo. È la famosa piazza dove festeggiamo il 2 giugno di ogni anno con le frecce tricolore e la parata.

Qualcuno una volta disse che Roma è una poesia muta messa al servizio della città, io penso che Roma sia una poesia messa al servizio del mondo. Quando percorro le sue strade, anche le più nascoste, non posso fare a meno di accorgermi di quanto mondo ci sia intorno a me, quante culture ed etnie, tutte riunite in una sola città: Roma è il posto in cui il mondo si riunisce.

Ma andiamo avanti, percorrete dritta la strada e dopo cinque, dieci minuti vi troverete sulla destra un cartello con su scritto Fontana di Trevi: seguitelo. Seguite il rumore dell’acqua e ve la ritroverete davanti senza nemmeno accorgervene. È grande. È immensa. Sembra essere capace di abbracciarvi grazie alla posizione in cui si trova, ma non sarà mai grande abbastanza se non scendete le scale e raggiungete l’acqua.

Non dimenticatevi di lanciare una monetina ed esprimere un desiderio.

Sapete, io la guardo e, ve lo giuro, ogni volta penso che sia davvero possibile, per lei, realizzare ogni nostro desiderio.

Svegliarsi da questo sogno, lo so, non è semplice, ma il tempo corre e io vi ho promesso di portarvi su al Pincio. Quindi, tornate indietro da dove siete venuti e attraversate la strada per entrare proprio nel vicolo di fronte. Camminando, più o meno per due minuti, vi troverete sulla sinistra un altro dei nostri più bei monumenti: il Pantheon. Potete entrare ed ammirarlo guardando verso l’alto, come guardereste un cielo pieno di stelle. Lo so che vi farò tornare a casa con il torcicollo, ma vi assicuro che ne sarà valsa la pena.

Usciti dal vicolo continuate il vostro percorso, fino a quando non vi troverete ad un incrocio: girate a destra. Si è fatto almeno mezzogiorno per i più valorosi, quasi l’una per i meno coraggiosi. Siete per Via Condotti e non volete farvi scappare nemmeno un negozio, ma prima fermatevi a mangiare. Percorrete la strada dritti fino a Piazza di Spagna e trovate il posto per mangiare che più vi ispira. Io, per le vacanze di un solo giorno, consiglio sempre un Fast Food (o un panino da casa), per non perdere troppo tempo. Volendo, prendetelo a portar via e sedetevi sulla scalinata della piazza. In fondo, siete a Roma: fermatevi a guardarla!

Ora che abbiamo lo stomaco pieno, possiamo riprendere la nostra gita. Fare una bella passeggiata per negozi, percorrendo tutto il Corso mentre lo stomaco prepara e porta al termine la digestione. Alla fine di questa lunga camminata, eccoci di fronte a Piazza del Popolo: sì, è quella con l’Obelisco e con quattro possenti leoni. Potete sedervi un po’ a riposare, in fondo l’abbiocco arriva anche a voi, ma non fatelo durare troppo.

Son più o meno le 16, alzatevi e date le spalle alla strada da cui siete venuti, superate i leoni. A destra ci sono delle scale in salita: forza e coraggio, andate. E quando finalmente siete sul punto più alto della città, la vedete tutta.

Immensa.

Pura.

Bella.

Terrazza del Pincio è la prova che le più grandi fatiche prima o poi vengono ripagate.

Ora sì che potete chiudere gli occhi e tornare a casa. Dovete solo scendere la salita che avete percorso per arrivare fin quassù, finite le scale andare a destra, attraversare la strada e prendere la metro A direzione Anagnina per tornare a Termini. Ve lo avevo promesso, soltanto due volte.

Ora, in treno o in autobus, riposate.

Domani è un altro giorno ma oggi avete sognato tanto.

Grazie, per avermi lasciato sognare insieme a voi.

 

Martina Casentini

 

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