Lo “snap” di Gwen Stacy

È il 1973 quando in “Amazing Spider-Man” n.121, Peter Parker riceve una dura lezione di fisica e allo stesso tempo una bastonata al cuore che lo cambierà per sempre.

Se avete letto i fumetti o solo visto The Amazing Spider-Man 2: il potere di Electro conoscete senza dubbio la tragica morte del primo amore di Peter Parker. La giovane Gwen Stacy in entrambi i casi viene rapita da Goblin, ormai a conoscenza dell’identità segreta di Spidey e scagliata nel vuoto. Nella versione cartacea la ragazza viene scaraventata dal ponte George Washington sotto gli occhi di Spider-Man che istintivamente cerca di afferrarla sparando una ragnatela per evitarle il contatto fatale con l’acqua, data l’altezza del ponte. Quando la riporta tra le sue braccia, scopre l’amara verità: Gwen è morta nonostante non sia caduta in acqua. Provate solo a immaginare la delusione mista alla disperazione di chi, sicuro di sé, crede di aver risolto tutto e gioisce di quella che reputa l’ennesima vittoria, per poi prendere atto, toccare con mano la realtà dei fatti che è completamente opposta. Colei che ami e che per pochi attimi hai creduto salva, giace senza respiro tra le tue braccia.
Il mito dell’eroe infallibile viene di colpo ribaltato e con esso il mondo dei fumetti subisce un cambio di direzione voluto e studiato. La dipartita di Gwen Stacy segna l’inizio di un percorso più maturo e profondo e questo personaggio che era fondamentalmente piatto, grazie alla morte, diventa molto importante, uno spettro che avrebbe reso tutto più tormentato. Ma cosa l’ha uccisa? Ecco a voi uno dei quesiti più discussi della storia dei fumetti.
Secondo Goblin la giovane sarebbe morta per lo spavento in seguito alla caduta, quindi prima che fosse raggiunta dalla ragnatela. Ma questa ipotesi non regge affatto mentre è più probabile che sia stata uccisa dal colpo di frusta che le ha fatto spezzare il collo.
A fornirci spiegazioni da un punto di vista scientifico sull’accaduto è James Kakalios, insegnante di fisica e astronomia all’Università del Minnesota. Lo studioso ci dice che la domanda principale da porsi è: quanto è grande la forza esercitata dalla tela dell’Uomo Ragno quando ferma la caduta di Gwen?
Il pericolo per la ragazza non consiste nella velocità, bensì nell’arresto improvviso che il fiume provocherebbe se lei cadesse in acqua. Per cambiare la velocità da 150 a 0 km/h c’è bisogno di una forza esterna, in questo caso proveniente dalla tela dell’Uomo Ragno. Tanto più grande è la forza maggiore sarà la decelerazione. Kakalios prende in considerazione la seconda legge di Newton, riscrivendola, per calcolare la forza necessaria ad arrestare la caduta prima che tocchi l’acqua. Scrive:

(forza) x (tempo) = (massa) x (variazione di velocità)

Per cambiare la quantità di moto in movimento deve essere applicata una forza F per un determinato periodo di tempo, maggiore è l’intervallo di tempo, minore è la forza necessaria per ottenere la variazione (fa notare che è lo stesso principio su cui si basano gli airbag).
La tela ha proprietà elastiche ma purtroppo il tempo disponibile è poco. Più breve è chronos maggiore sarà la forza che occorre per avere la variazione.
Se riesce a raggiungerla in soli 0,5 secondi applica una forza intorno ai 440kg pari a quasi dieci volte il peso della ragazza. Il tragico “snap” che è segnato nella figura accanto a Gwen, dopo che è stata fermata dalla ragnatela, indica probabilmente proprio l’effetto di una forza così grande usata in un tempo così breve. Se si viaggia ad una tale velocità e si decelera in così poco tempo non c’è differenza tra la presa della ragnatela e la caduta in acqua.
Praticamente Spider-Man ha ucciso Gwen cercando di salvarla. Un avvenimento del genere non poteva non segnare lui e tutto ciò che sarebbe venuto dopo.
Da questo drammatico epilogo, Peter Parker imparerà un’importante lezione di fisica che gli consentirà di riuscire a non commettere lo stesso errore in futuro. Per il suo cuore spezzato, l’unico possibile rimedio invece sarà l’avvenente Mary Jane Watson.

Maria Cristiana Grimaldi

 

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