5 film sul rapporto madre-figli e perché vederli

In occasione della Festa della mamma, ripercorriamo insieme alcuni momenti clou del cinema internazionale che ci hanno fatto ridere ma anche piangere perché, guardandoli, rivedevamo noi stessi e le nostre mamme.

 

Lady Bird
Lady Bird è uno degli esempi più freschi ma anche classici del rapporto madre-figlia. Nel film del 2017 la famosa attrice irlandese Saorise Ronan e la statunitense Laurie Metcalf esplorano la relazione mamma-figlia in una calda Sacramento. Questa città sembra troppo piccola a Lady Bird, che si fa chiamare così, quando il suo vero nome è Christine, e che vuole a tutti i costi essere diversa e andare al college a New York. Il confronto con la madre è costante: infatti, lei vorrebbe proteggerla e cerca di farla rimanere con i piedi per terra, ma allo stesso tempo vorrebbe realizzare tutti i sogni della sua adorata figlia.

Sirene
Sirene è un film del 1990 diretto da Richard Benjamin con protagonisti Cher, Winona Ryder e Christina Ricci, basato sull’omonimo romanzo. Si tratta di una “tragicommedia” in cui si passano a rassegna tutte le sfaccettature del rapporto tra una madre indipendente, lavoratrice e dalla personalità piuttosto esuberante, e una figlia, Winona Ryder, che irrimediabilmente si sente schiacciata dall’indole della madre.

Mommy
Mommy, di Xavier Dolan, ci offre uno spaccato di vita originale, ma anche alquanto veritiero. I protagonisti sono appunto una madre, Diane, e suo figlio Steve, affetto da disturbo oppositivo provocatorio. Steve può sembrare tranquillo, per poi comportarsi subito dopo in modo aggressivo. Il suo rapporto con la madre è possessivo e marcatamente sessuale: il bacio sulla bocca, la danza sensuale, le provocazioni verbali. Inizia così un rapporto non facile, fatto di confronti e discussioni, che sfocia però in una gestione nuova e particolare del rapporto, tutto da scoprire.

Psycho
Psycho, capolavoro di Alfred Hitchcock del 1960, rappresenta l’apoteosi del rapporto madre-figlio. Il protagonista, Norman Bates, interpretato da Antony Hopkins, vive in uno stato di dipendenza emotiva con la madre Norma a causa della morte del padre, e durante l’infanzia Norman viene educato alla misoginia e ad amare soltanto la madre. Tutto questo lo porta, dopo aver scoperto la madre e il compagno a letto assieme, ad uccidere il suo stesso sangue, e poi a sviluppare un disturbo dissociativo della personalità adottando anche l’identità della defunta madre, proprio per sopperire alla sua mancanza.

I ragazzi stanno bene
In questo caso, di mamme, ce ne sono due: Nic e Jules, una perfetta coppia lesbica di mezza età che ha costruito una serena famiglia formata anche da due figli adolescenti, Joni e Laser. La situazione inizia a prendere una piega diversa quando Joni compie diciotto anni e il fratello minore le fa pressioni perché si rivolga alla banca del seme e scopra l’identità del donatore segreto con cui condividono il patrimonio genetico. Il padre genetico, Paul, entrerà poi a far parte delle vite e le due donne devono lottare, così come ogni altra mamma, per mantenere in equilibrio il rapporto con i propri figli.

Durezza, dolcezza, recriminazioni e amore, sono alcune delle parole che userei per descrivere questi film e quindi il rapporto madre-figlio/a.

Quale film descrive più la tua storia?

 

Carolina Niglio 

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