Genio e sregolatezza: da Chatterton a Tenco

Geni si nasce e non si diventa, è risaputo. Ma come riconoscerli? Non c’è nulla da fare, ce ne accorgiamo troppo tardi, quando se ne vanno via per sempre.

Il concetto di “genio e sregolatezza” è tipicamente romantico. Il Romanticismo è un movimento artistico-letterario che nasce in Germania verso la fine del XVIII secolo. Propagatosi in Europa negli anni successivi, trasforma l’ideologia delle masse ponendo l’attenzione sull’individuo e sul suo senso profondo nel contesto storico-culturale che vive. È per questo che il romanticismo verte molto sul concetto di nazione, inteso come senso di appartenenza ad un paese e a tutto ciò che lo riguarda: lingua, storia, arte, cultura.

Oggi, a distanza di decenni, siamo in grado di capire chi, in quell’epoca, fosse effettivamente un genio. Si tratta di veri e propri individui che, dotati di capacità superiori, riuscirono a perpetuare l’opera con il proprio pensiero. È questo legame indissolubile tra ideologia, pensiero e risultato che apre la strada alla sregolatezza: l’inadeguatezza dell’individuo nella massa e la sua esasperazione nel senso acuto di alienazione.

Nel corso della storia molti sono stati i geni che, incompresi hanno preferito dileguarsi, togliersi di mezzo per lasciare al mondo la mediocrità di cui, principalmente, si nutre.

In età romantica famoso è stato il caso di Thomas Chatterton, poeta inglese che non vide riconosciute le sue opere. Egli, non potendo convivere con l’ignoranza dei lettori, decise così di porre fine alla sua vita ingerendo arsenico. Un celebre tributo è quello di Henry Wallis nel dipinto The death of Chatterton.

Solo qualche decennio fa, invece, c’è stato un altro caso simile in Italia. Sto parlando del buon vecchio Luigi Tenco. Come dimenticarsi di lui? Attore, poeta, compositore e polistrumentista italiano, scomparve dopo la sua prima ed ultima esibizione al festival di Sanremo per il quale, secondo alcuni amici cantautori, non fosse molto entusiasta.

La sua canzone venne scartata ed eliminata nella fase di ripescaggio, gettando l’artista nel pieno dello sconforto, della demoralizzazione e della rabbia.

Tenco venne trovato morto dopo la mezzanotte, in una camera d’albergo. La sua morte è coperta da una nuvola di mistero, ma l’ipotesi più gettonata è proprio quella del suicidio. A tal proposito, uno dei massimi cantautori italiani spese delle splendide parole:

«Signori benpensanti

spero non vi dispiaccia

se in cielo, in mezzo ai Santi

Dio, fra le sue braccia

soffocherà il singhiozzo

di quelle labbra smorte

che all’odio e all’ignoranza

preferirono la morte»

(Fabrizio De André, Preghiera in gennaio)

 

 

Di Lisa Scartozzi

Immagine da www.historyvshollywood.com

 

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