Marco Imperiale: occuparsi degli altri per ritrovare la propria identità

L’8 aprile si è coronato un sogno: con l’evento Òikos: il territorio al centro è stato presentato il Centro Polifunzionale Òikos di Torre del Greco rivolto a persone con disabilità.

Il progetto è stato finanziato da Fondazione con il Sud, “un ente privato e filantropico che dà contributi alle associazioni del terzo settore per permettere la realizzazione di progetti di impatto sociale, a favore di tutti coloro che hanno difficoltà o per la valorizzazione di beni comuni”.
Queste le parole di Marco Imperiale, direttore della Fondazione, che ci ha concesso una piccola intervista per approfondire la tematica dell’inclusione, punto cardine su cui Òikos verte.

Quali sono le motivazioni che hanno spinto Fondazione con il Sud a finanziare il progetto Òikos?
«Questo progetto è esemplare: possiede tutte le caratteristiche che cercavamo, fra cui il sostegno alle persone con disabilità, tema che a noi sta molto a cuore. Ha una buona qualità dal punto di vista progettuale e il partner che lo ha proposto, il Consorzio PROODOS, è molto conosciuto in quanto fautore di altri progetti, ed infine possedeva i finanziamenti privati richiesti.»

La mission di quest’evento è la valorizzazione del territorio. Come può essere promossa quest’ultima, secondo lei?
«La valorizzazione si ottiene coniugando bellezza con utilità e solidarietà. Nel momento in cui si riesce a realizzare questa solidarietà, in questo caso a favore dei disabili, in altri, più in generale, agendo con cura direttamente sul territorio, ecco che la valorizzazione prende forma. Questa è la chiave.»

Cosa vuol dire per lei costruire legami significativi per favorire l’inclusione?
«Significa costruire dei presidi sul territorio e nella comunità che riescano a valorizzare quello che ci lega come individui. Innanzitutto i legami di fiducia, fondamentali per migliorare la struttura della società in cui viviamo anche dal punto di vista economico e, soprattutto, culturale.»

Per il direttore Imperiale, occuparsi dei meno fortunati diventa un modo per ritrovare la propria identità, munendosi di volontà e migliorando così, passo dopo passo, la società in cui tutti noi possiamo vivere al meglio.

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di Ilaria Aversa
foto di Valeria Gentile

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